L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 agosto 2017

Giulietto Chiesa - Libia - Haftar si rifà a Tobruk fino a ieri riconosciuto governo legittimo, poi Francia, Gran Bretagna e gli Stati Uniti si sono inventati al Sarraj...

Libia, per Chiesa ''Ong da fermare subito, tanto nessuno ci protegge dal terrorismo"

04 agosto 2017 ore 10:34, Stefano Ursi

Hanno fatto e continuano a fare un grande rumore le parole del generale libico Khalifa Haftar, che si è detto pronto a bombardare le navi italiane impegnate nella missione appena approvata. Parole che come sempre scatenano una polemica politica e mediatica forte, tale da richiedere delle riflessioni sulla situazione complessiva. Che vede agganciarsi alla questione libica l'inchiesta in corso sulla nave della Ong tedesca e l'annosa vicenda dei flussi migratori, come gestirli e soprattutto con chi parlare per stabilizzare la Libia stessa. Su queste e altre tematiche dell'attualità internazionale IntelligoNews ha chiesto l'opinione del giornalista ed esperto di geopolitica Giulietto Chiesa. 


Giulietto Chiesa Il generale libico Haftar si è detto pronto a bombardare le navi italiane: è stato un errore, secondo lei, da parte del Governo Gentiloni incontrare solo Sarraj? 

''L'Italia continua a sostenere Sarraj e con tutta evidenza c'è qualche problema da chiarire con Haftar, che non è stato consultato. Che oggi fa una minaccia palesemente poco realistica, ma comunque la fa per far capire che vuole essere consultato: è chiaro che una situazione del genere non può essere gestita con un solo interlocutore. Sarebbe saggio se l'Italia, per conto proprio e non necessariamente seguendo le indicazioni di Macron che fa il suo gioco, facesse il suo di gioco e in questo caso occorre avere un rapporto con entrambi i reggitori dell'ex Stato libico, ciascuno per conto suo''. 

Sarraj, a detta di tutti, è la personalità riconosciuta dalla comunità internazionale e dall'UE, mentre Haftar sarebbe sostenuto dall'Egitto per guidare la Libia. Due interessi opposti che si scontrano? 

''Mi pare evidente. Si richiede una visione internazionale più ampia di quella delle big intereuropee, come si vede: mentre il signor Macron fa la sua politica, Gentiloni fa quella europea anche se non si capisce quale Europa sia, visto che il presidente francese ne fa parte come l'Italia. Quindi da una parte c'è un signore che fa dei giochi suoi e, probabilmente, dei banchieri mondiali che hanno rapinato la Libia, mentre dall'altra c'è l'Italia che essendo stata rapinata insieme alla Libia per la vicenda della guerra che ha ucciso Gheddafi, fa una politica che non si capisce di chi è in quale interesse si muove''. 

Secondo lei è cambiato l'atteggiamento verso le Ong? In relazione all'inchiesta in corso sulla nave della Ong tedesca, il lavoro del pm di Catania Zuccaro va rivalutato? 

''Di certo va rivalutato. Zuccaro aveva lavorato seriamente, sui dati che era stato messo in grado di conoscere, probabilmente non tutti ma una parte più che sufficiente. La mia opinione è che alcune di queste organizzazioni non governative possano essere finanziate da Soros e va indagato, lui persegue obiettivi e scopi contrari agli interessi nazionali dell'Italia: allora i governanti italiani devono valutare quali siano gli interessi nazionali del nostro Paese e le organizzazioni che non seguono o si contrappongono, più o meno subdolamente ad essi devono essere impedite, se necessario con la forza della legge''. 

Crede a chi dice che se si mette un freno alla questione migranti cresce il rischio terrorismo? 

''Questa è una scusa. Nessuno ci protegge dagli atti di terrorismo in questo modo, siamo protetti fino ad ora da altre circostanze che non sono mai state chiarite, e che per fortuna ci impediscono di essere colpiti direttamente dal terrorismo. Io credo che queste siano voci che circolano ad arte per creare delle illusioni di sicurezza. Non ci credo''. 

Chiudiamo con la questione delle nuove sanzioni degli Usa alla Russia. 

''Vorrei sapere, su questo, come l'Italia intende rispondere alle nuove sanzioni, visto che esse si basano su accuse che sono già state dimostrate false da importanti documenti provenienti dai servizi segreti americani. E temo che, come al solito, traccheggerà. Sarebbe importante, anche in questo caso, che l'Italia facesse sentire la sua voce, di fronte alla decisione di un Presidente che dice di non potersi opporre perché ha le mani legate. Cioè approva le sanzioni decise a stragrande maggioranza dal Congresso degli Stati Uniti senza essere d'accordo, allora mi domando: l'Italia non potrebbe prendere posizione che dica che queste sanzioni non vanno bene comunque? Che è gravemente dispiaciuta dell'incapacità del Congresso Usa di valutare con realismo la situazione internazionale?''

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