L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 agosto 2017

Gli Stati Uniti con le migliaia e migliaia di bombe atomiche fanno uno strano gioco con la Corea del Nord, con i Mass Media che servilmente pompano pseudo notizie

Corea del nord, Luttwak: "Hanno missili di cartapesta"

Edward Luttwak sulla Corea del Nord ha le idee chiare e in poche battute demolisce tutto il potenziale bellico di Kim Jong Un

Luca Romano - Mar, 08/08/2017 - 17:03

Edward Luttwak sulla Corea del Nord ha le idee chiare e in poche battute demolisce tutto il potenziale bellico di Kim Jong Un.


Alle minacce degli ultmi giorni, il politologo statunitense risponde in questo modo: "I missili? quelli sono di cartapesta, sono buoni per le parate e possiamo abbatterli senza difficoltà". Insomma per Luttwak le armi della Nordcorea sarebbero solo uno spauracchio irrilevante. Al Messaggero, il politiologo spiega qual è il tallone d'Achille del regime: "Il problema di Pyongyang è la miniaturizzazione delle testate. Loro le bombe ce le hanno, ma sono troppo grosse e pesanti per essere montate sui missili che hanno in arsenale". Secondo Luttwak gli Stati Uniti dovrebbero temere gli esperimenti e le esplosioni nel sottosuolo portate avanti dalla Nordcorea: "È con gli esperimenti nucleari che Pyongyang sta sviluppando la sua tecnologia per miniaturizzare gli ordigni. Ma se con Obama c'erano stati ben quattro esperimenti sotterranei, nonostante le minacce di Washington, con Trump c'è stata finora una sola esplosione sotterranea, appena il nuovo presidente è entrato in carica". Decisivo, secondo il politologo, il ruolo della Cina: "Poi Trump ha incontrato faccia a faccia il presidente cinese Xi Jinping nella sua residenza di Mar A Lago in Florida. E da quel momento gli esperimenti sotterranei si sono interrotti. Segno che la Cina deve aver fatto quanto richiesto con Pyongyang. Vuol dire che la Cina accetta il principio che la Corea non deve avere armi nucleari. Va bene i missili, ma niente testate atomiche".

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