L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 agosto 2017

Roma - Virginia Raggi - i Mass Media sono branchi di cani rabbiosi che sentono odore di sangue, qualsiasi azione faccia il sindaco



09 Ago 2017

Virginia Raggi continua ad avere la stampa, quasi tutta, contro; questa volta lo scontro è con il quotidiano “Libero” per il suo ultimo articolo dal titolo molto provocatorio: “All’avvocato Raggi serve il curriculum per sapere chi è Flick”, un pezzo che secondo la Sindaca punta a creare polemiche sul nulla con il solo fine di offendere e screditare. La Prima Cittadina ha precisato che il contenuto dell’articolo non fa altro che mettere alla berlina una normale procedura di legge, ovvero la richiesta di un curriculum per una eventuale collaborazione con l’amministrazione capitolina; inoltre si vuole far credere che la Sindaca non abbia conoscenza della fama e degli altissimi meriti acquisiti dall’ex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick. “Suggerisce di esimermi dal rispettare lo Statuto di Roma Capitale che mi obbliga a chiedere un CV per qualsiasi procedura relativa ad una nomina di questo tipo. Perciò confonde l’obbligo con la volontà”, questa la replica della Raggi.

Quello messo in piedi da “Libero”, spiega l’avvocatessa grillina, è un esercizio di autentico giornalismo disinformato, fazioso e mistificatorio. “Un giornalista ha il preciso dovere di informarsi e verificare quanto sostiene prima di metterlo nero su bianco, sono regole basiche per qualunque professionista degno di questo nome”: in questo caso, afferma la Raggi, ci troviamo di fronte ad affermazioni di sprezzo e di sdegno che nascono se non direttamente dalla malafede, almeno dalla più completa ignoranza dell’esistenza stessa dello Statuto di Roma Capitale e di regole amministrative che esistono da anni.

“Nell’articolo si leggono insinuazioni del tipo: “Ma che a chiedergli (ndr, a Giovanni Maria Flick) il curriculum sia la sindaca-avvocata di Roma, Virginia Raggi, fa sorridere, per non dire piangere”. E’ un insulto al principio di realtà e all’intelligenza dei cittadini”. La Prima Cittadina capitolina, infine, ha ribadito con decisione che esistono delle regole scritte e procedure volte ad assicurare il pieno rispetto della legalità a tutela dei diritti di tutti. “Le bugie hanno le gambe corte e a chi, per infangare, ricorre alla mistificazione non riconosco nessuna credibilità”.

Dario Caputo

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