L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 agosto 2017

Siria - Isis un atto stupido, superfluo che la Persia vendicherà

World

L'Isis decapita un militare iraniano. La furia di Teheran: spazzeremo i terroristi

I jihadisti hanno catturato e ucciso un soldato in Iraq: vendicheremo questo atto bestiale


Il generale Qassem Soleiman
globalist11 agosto 2017

Sarà una reazione durissima anche se, è bene dire, già lo è da tempo, visto che i territori sotratti all'Isis dalle milizie sciite sono sottoposti a una sorta di pulizia etnica: "I militari iraniani vendicheranno questo atto bestiale" e "non avranno tregua finché non avranno tolto l'ultimo terrorista dalla faccia del mondo musulmano".
Lo ha detto il comandante della forza 'Quds' del Corpo dei guardiani della Rivoluzione islamica, generale Qassem Soleimani, dopo la decapitazione da parte dell'Isis in Siria di un giovane consigliere militare iraniano, Mohsen Hojaji, che era stato catturato lunedì dai terroristi al confine con l'Iraq. "Si tratta di un crimine orribile e disumano", ha aggiunto Soleimani sottolineando che "l'atrocita' non è contemplata da alcun principio o legge islamica, o anche umanitaria" e che è necessaria "l'eradicazione del terrorismo, frutto della cattiva crescita del wahhabismo". 
I Pasdaran avevano già reagito nei mesi scorsi agli attentati compiuti dall'Isis contro il Parlamento e il mausoleo di Khomeini a Teheran. Avevano compiuto un attacco missilistico alle basi dell'Isis in Siria orientale uccidendo 170 terroristi e distruggendo i loro sistemi di armi e di comunicazioni.

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