Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 settembre 2017

Gli Stati Uniti non rispettano i diritti umani

Onu: Venezuela meglio degli Stati Uniti

Per il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, il Venezuela si comporta meglio degli USA. Pagati regolarmente gli interessi sui bond 2027

di Mirco Galbusera, pubblicato il 27 Settembre 2017 alle ore 09:47


Il Venezuela ha adempiuto al 70% delle raccomandazioni richieste dal Consiglio dei diritti umani dell’ Onu. In questo senso si pone davanti a numerosi paesi al mondo e in particolare agli Stati Uniti che accusano Caracas di non aver tutelato i diritti umanitari e i principi fondamentali della democrazia (negli USA, intanto, vige ancora la pena di morte).

Gli stessi Stati Uniti, poi, impongono sanzioni economiche al Venezuela per destabilizzare l’area invocando la violazione dei diritti umani nel paese latino americano e sostenendo che è stato riconosciuto anche dall’Onu. La stessa organizzazione che Donald Trump – come raccontano i media – vorrebbe abolire perché ritenuta anacronistica in un mondo ormai globalizzato. O magari perché Cina e Russia, alleate del Venezuela, siedono al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e vietano agli USA di muovere guerra al paese sudamericano?

Le dichiarazioni dell’ambasciatore venezuelano

L’Ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela nell’Organizzazione delle Nazioni Unite, Rafael Ramírez, ha annunciato questo lunedì che il suo paese ha superato positivamente gli Stati Uniti nell’ultima indagine del Consiglio dei Diritti Umani. Ramirez ha assicurato che “noi siamo usciti molto che gli Stati Uniti, migliori valutazioni in tema di diritti umani e stime molto migliori di altri paesi dell’America Latina che, purtroppo, hanno attaccato il nostro paese”.

Allo stesso modo, l’Ambasciatore ha sottolineato come il Venezuela è stato uno dei paesi maggiormente premiati per l’impulso nelle politiche sociali per i bisogni della popolazione, così come per la lotta per la sovranità e autodeterminazione dei popoli. Il diplomatico ha poi sostenuto che “stanno cercando di utilizzare i diritti umani dei venezuelani come strumento per intervenire e aggredire”. A margine dell’inaugurazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli esteri venezuelano Jorge Arreaza ha dichiarato che si tratta di “un’aberrazione e uno scandalo” che gli Stati Uniti siano membro del Consiglio dei diritti umani dell’Onu perché “fondamentalmente questo paese non rispetta le Nazioni Unite, alle organizzazioni multilaterali e impongono la dittatura dell’impero”.

Interessi sui bond Venezuela 2027 pagati regolarmente

Nel frattempo, il Venezuela ha adempiuto, ancora una volta, agli obblighi sul proprio debito. Nonostante la campagna denigratoria e diffamatoria diffusa ad hoc dai media internazionali (controllati dagli USA), Caracas ha pagato le cedole sui bond governativi in scadenza nel 2027 e per i quali si temeva un default. Il Paese è allo stremo, a causa della crisi derivante dal crollo del prezzo del petrolio, si sa, ma finora ha sempre onorato i propri obblighi finanziari – osservano gli analisti di Torino Capital -. Questo avverrà anche il prossimo mese e a inizio novembre quando la società petrolifera statale PDVSA dovrà rimborsare due tranche di prestiti obbligazionari in scadenza per circa 2 miliardi di dollari, oltre agli interessi maturati. Russia, Cina e ultimamente anche il Giappone (ha stipulato accordi commerciali per 1,5 miliardi di Usd) stanno infatti sostenendo finanziariamente il Paese che altrimenti sarebbe già collassato.

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