Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 novembre 2017

Vitalik Buterin&Ethereum



Ethereum: cos’è, come funziona, come investire e ultime novità

18 novembre 2017

Ethereum cos’è? Ethereum come funziona? Quali sono le ultime novità Ethereum? Ethereum conviene? Ethereum è una truffa? Domande lecite, visto che le critpovalute sono diventate un importante asset su cui investire ed Ethereum è considerata seconda solo a Bitcoin. Ethereum però va anche oltre i bitcoin: non è solo una semplice moneta digitale (che si chiama Ether) , bensì consente di produrre anche “smart contracts” per tanti settori. Il sistema poggia sul blockchain. Il nome Ethereum deriva dall’omonima fondazione che lo ha sviluppato: un’organizzazione senza fini di lucro con sede in Svizzera, che opera dall’estate del 2014. Ad ideare Ethereum è stato un giovane russo: Buterin Vitelik

Ethereum offre un’interessante opportunità di trading, scegliendo come sempre suggeriamo broker seri ed affidabili. Ma ci si può guadagnare anche tramite il mining. Oltre ad acquistare monete e gestirle tramite un portafoglio virtuale: Ethereum Wallet. Detto cos’è a grandi linee Ethereum, approfondiamo di seguito il discorso.

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Ethereum cos’è

Ethereum nasce da un’idea di un giovane russo, come detto Buterin Vitalik, di cui parleremo meglio nel prossimo paragrafo. Si pone come antagonista dei bitcoin per le sue equivalenti proprietà di valuta virtuale. Ethereum è nato con gli stessi propositi del Bitcoin creato nel 2009 da Satoshi Nakatomo (pseudonimo dietro cui si nasconde o si nascondono chi l’ha creato): creare un sistema monetario che sia diverso da quelli tradizionali. Ovvero, sia di tipo decentralizzato e non sia controllato da un potere centrale come le banche o gli Stati nazionali. A “minarlo” (ovvero ad emetterlo), insomma, devono essere gli utenti stessi dai propri dispositivi e non banche centrali che ne stabiliscono arbitrariamente il bello e il cattivo tempo. Ethereum si pone alla strega di un sistema di pagamento simile come Visa o Mastercard; ma differenziandosene poiché non ha alcuna autorità alle spalle che la controlla. Sono gli stessi utilizzatori a deciderne democraticamente le sorti.

Ma a parte la funzione di sistema monetario, Ethereum funge anche da piattaforma per il calcolo e la creazione di software online. Ad oggi si contano migliaia di utenti sparsi per il Mondo alla base di Ethereum: se da un lato ciò rende il meccanismo di calcolo sul cloud meno efficiente, dall’altro permette di avere traccia di tutti i risultati ottenuti nella blockchain della valuta. Cosicché ognuno controlla l’altro. Un egualitarismo che quasi riprende i concetti economici sostenuti da Marx nell’800. Dove non è arrivato neanche il bolscevismo, ci è riuscito comunque lo stesso un giovane russo. Ironia della sorte.

Tutti i dati sono quindi pubblici e una volta che si avvia un processo o un programma sull’Ethereum nessuno ha il potere o la possibilità di modificarlo o di fermarlo. Ed ecco che Ethereum riesce dove il Bitcoin ha fallito. Creare per davvero un sistema economico virtuale, mentre la prima criptomoneta ha finito per essere raggruppata nelle mani di pochi miners. E ciò ha creato degli hard fork da parte degli sviluppatori dissidenti, i quali hanno generato altre monete ex novo, come Bitcoin Cash e Bitcoin Gold.

Ethereum smart contract

Cosa sono gli smart contract di Ethereum? Altro punto interessante di questa piattaforma è che rende possibile stipulare contratti vincolanti e di lungo termine senza correre pericoli. Smart contract significa proprio “contratti intelligenti”. Si basano su un codice informato che può facilitare lo scambio di denaro, contenuti, proprietà, di azioni o di qualsiasi altro valore. Proprio come i tradizionali contratti di compravendita. Una volta eseguiti sulla blockchain, gli smart contract diventano un programma autonomo che viene eseguito in maniera automatica quando vengono soddisfatte determinate condizioni. Dato che questi smart contract Ethereum sono eseguiti sulla blockchain, essi procedono proprio come sono stati programmati. Quindi senza il rischio che possano essere censurati, interrotti, frodati o si verifichino interferenze di terzi.

Malgrado il fatto che tutte le blockchain abbiano la capacità di elaborare il codice, la maggior parte risultano limitate. Ethereum invece, anziché offrire un insieme di operazioni limitate, permette agli sviluppatori di creare tutte le operazioni che vogliono. Questo comporta che gli sviluppatori possono realizzare migliaia di applicazioni diverse che vanno pure al di là di quanto mai visto prima.

Si pensi alle potenzialità di un siffatto sistema. Un contratto tra le parti non avrà bisogno di autorità locali, notai, commercialisti, avvocati e altre figure che possono subentrare in sede di accordo. Ethereum consente di creare società i cui accordi possono essere messi nelle mani di uno smart contract anziché di un’autorità locale. La prima società di un certo spessore ad essere realizzata tramite contratti intelligenti Ethereum è stata la DAO, un’organizzazione virtuale di raccolta fondi che ha raggiunto la somma di 150 milioni di dollari versati dai propri azionisti.

DAO viene gestita da un programma sviluppato su Ethereum, con lo scopo di raccogliere la valuta virtuale del sistema da parte del pubblico, per poi dare la possibilità di decidere sempre a quest’ultimo su cosa fare con i fondi raccolti. Una volta raccolto il denaro, tutti gli utenti che lo avranno versato, avranno la facoltà di votare tra i diversi progetti proposti dagli sviluppatori o da altre società. Al fine di decidere cosa fare di questa sorta di crownfounding. Certo, la Dao e le siffatte smart society hanno un problema legato alla governance. Infatti, tutte le strutture societarie che hanno da sempre basato la propria forma in maniera tradizionale, non troverebbero più spazio per una realtà lasciata nelle mani della pura maggioranza. Ci sarebbe l’eliminazione di manager, CDA, CEO, e quant’altro. Verrebbero a mancare cioè le figure manageriali al vertice e tutto sarebbe deciso a maggioranza dagli utenti finali che hanno messo la propria quota. Per farsi un’idea, è come se Samsung facesse decidere come deve essere il prossimo Galaxy S9 direttamente a chi dovrà acquistarlo.

Ciò comporterebbe il rischio di decisioni prese per motivi affettivi, legati a fattori più emozionali che di esperienza. Ogni decisione potrebbe essere diversa dalla precedente e siffatta smart society rischierebbe di non avere una precisa linea guida industriale. Con la conseguenza che le altre società di stampo tradizionale potrebbero rifiutarsi di collaborarci. Pensiamo ai fornitori di materiali che potrebbero cambiare ad ogni modello, ai colori, ai cambi di logo e quant’altro.

Mettiamoci pure il fatto che un qualsiasi bug di sistema che pregiudichi il funzionamento di una società fondata sull’Ethereum potrebbe causarne il collasso, dato che non ci sarebbe nessuna persona candidata a gestire una situazione in discesa.

Poi c’è la questione regolamentazione. Gli sviluppatori della società/programma DAO sembra non abbiano appoggiato la statunitense Securities and Exchange Commission, che si occupa di regolamentare le società che offrono investimenti al grande pubblico. Cosa significa ciò? Che il rapporto tra la DAO e la SEC potrebbe arrivare a due conclusioni diverse: la prima, è che la SEC potrebbe, pur non avendone il potere, regolamentare anche questo nuovo tipo di società. Con la DAO che quindi finirebbe per seguirne le indicazioni. La seconda, la SEC potrebbe mollare tutto in quanto esula dalle proprie competenze.

Tuttavia, una regolamentazione si rende necessaria al fine di offrire anche solo una minima forma di tutela agli investitori. Tante problematiche da affrontare ma è normale quando si passa da un sistema tradizionale ad uno nuovo e visto con gli occhi del presente, come futuristico. Ma probabilmente questo è quello che ci aspetta. Via poteri centrali e uomini al vertice e spazio a sistemi a maggioranza.

DAO comunque sembra voler affrontare la questione regolamentazione realizzando la DAO.LINK, al fine di fornire servizi di tipo convenzionale come la fatturazione o il pagamento delle tasse destinate alla DAO stessa.

Ethereum vantaggi

Quali sono i vantaggi apportati dal sistema Ethereum? In effetti, tutto quanto detto fin’ora ci appare straordinario e alquanto lontano da quanto accade oggi. Un primo vantaggio del sistema Ethereum è proprio il fatto che nessuna delle parti in causa di un contratto stipulato sul suo sistema potrà modificarlo a proprio piacimento. Qualcuno si chiederà se non sia meglio stipulare un contratto di tipo tradizionale, se non altro tutelato dalla legge. Intanto, gli smart contract evitano il caos di competenze che ogni volta si genera quando a stipulare un contratto sono parti di paesi diversi. Un po’ lo stesso vantaggio di utilizzare le criptovalute tra parti che hanno valute tradizionali diverse.

Altro vantaggio riguarda la possibilità di poter allargare le scommesse online di ogni genere, anche finanziario senza il rischio che una due parti giochi sporco e cambi le carte in tavola. Se è vero che non ci si potrà rivolgere alla legge in caso di controversie, però sarà comunque lo smart contract stipulato sul cloud a rappresentare la garanzia sufficiente ad entrambe le parti. Infine, ciò risolverà il problema corruzione e malaffare. Basta brogli da parte degli stessi atleti, ingerenze della politica ed altro.

Ethereum svantaggi

Quali sono gli svantaggi di Ethereum? Più che svantaggi, potremmo definirli limiti. Non è stato ancora fissato un limite al numero di Ethereum in circolazione. Mentre a livello di mining non c’è il meccanismo del Bitcoin, che prevede un intervallo di tempo sempre maggiore, mano a mano che vengono create unità. Lo svantaggio di questi limiti si rispecchiano nel fatto che Ethereum si posiziona sempre dietro al Bitcoin in termini di quotazioni. Una eterna seconda dunque, almeno fino a quando Bitcoin avrà vita. Ossia fino al 2040, quando avrà raggiunto i 21 milioni di criptomonete in circolazione. Ma fino ad allora, non è detto che Ethereum non superi tali limiti o che emerga qualche altra criptovaluta che la spodesti.

Ethereum come è nato

Come è nato il sistema Ethereum? Dalla mente geniale di un giovane, un po’ come accade a tante nuove start up. Dietro l’idea di Ethereum si cela Buterin Vitalik. Ma facciamo un passo indietro e vediamo come è nata la criptovaluta Ethereum. In un novembre del 2012, un piccolo gruppo si era riunito al Pauper’s Pub di Toronto, Canada. L’incontro fu organizzato da Anthony Di Iorio, ora noto imprenditore, perché attratto dal mondo delle criptovalute e dal fatto che fosse preoccupato per come stessero andando le cose nel sistema finanziario. La sua reazione a questa duplice cosa ebbe come sviluppo il fatto che vendette le proprietà possedute a Toronto, e acquistò alcuni bitcoin quando stavano iniziando ad impennare il proprio valore.

All’incontro si iscrissero poche persone, tra loro sconosciute. Tra questi c’era anche un giovane dal viso pallido, molto magro, abbastanza schivo, studente al primo anno presso l’Università di informatica con sede a Waterloo, nell’Ontario. Si chiamava Vitalik Buterin. Giovane nato in Russia ma presto emigrato con la famiglia in Canada. Vitalik Buterin aveva già intuito l’alto potenziale del Bitcoin, al punto che nel 2011 aveva creato con un amico rumeno il giornale Bitcoin Magazine. Ad inizio anno 2012, Vitalik Buterin lascia l’università e si dedica a viaggi in giro per il mondo e scrive per la rivista a tempo pieno. Intanto i meeting organizzati da Di Iorio vedevano aumentare gli iscritti. Ma mentre loro discutevano, il giovane informatico aveva già realizzato Ethereum, allo scopo di ideare un sistema economico a 360 gradi. Sul quale non solo avvenisse uno scambio monetario, ma appunto si realizzassero i succitati smart contract. Il tutto basato su una blockchain chiamata Ethereum, facile da capire e facilitata da un linguaggio di codifica in grado di risolvere teoricamente qualsiasi problema computazionale.

Anthony Di Iorio capì le potenzialità di quel progetto e decide di coinvolgere anche Joseph Lubin, un altro imprenditore interessato a Bitcoin che viveva in Jamaica. Egli aveva già gestito un hedge fund e aveva lavorato presso l’agenzia di rating Goldman Sachs. Anche Lubin fu subito attratto dal progetto di Vitalik. Ethereum è stato lanciato nel 2013 e nel giro di 3 anni ha raggiunto un valore di 7 miliardi di dollari. Non solo. Ha reso il termine “blockchain” molto più di una buzzword aziendale e i più grandi colossi internazionali hanno mostrato il lorideato dal giovane e smagrito Vitalik.

La svolta per la concretizzazione di Ethereum si è avuta nel maggio 2013, quando Vitalik Buterin si è spostato in California per prendere parte a un seminario sulle criptovalute organizzato dai gemelli Winklevoss. Qui ha avuto la conferma delle potenzalità delle criptovalute. Ha deciso di mollare tutto: gli studi, la famiglia e tutte le cose normali che fa chi è appena ventenne, per buttarsi a capofitto su un progetto di fatto ancora inesistente.

Buterin ha pubblicato il white paper di Ethereum a novembre del 2013 e messo in piedi un team per svilupparla giù qualche settimana dopo. Del team facevano parte Di Iorio, il co-founder di Bitcoin Magazine Mihai Alisie, Amir Chetrit e Charles Hoskinson. Dal gennaio 2014, il team tenne incontri più continui.

La seconda svolta si è avuta nel giugno 2014, quando il giovane russo ha ottenuto una borsa di studio del valore di 100mila dollari per il suo lavoro. Con quei soldi è riuscito a fondare Ethereum Foundation, mentre la criptovaluta è stata lanciata a metà 2015 sotto forma di versione beta. Al progetto Ethereum si unirono così altri tre fondatori: Wood, Joseph Lubin e lo sviluppatore Jeff Wilcke. Registrarono una società in Svizzera, molto più benevola dal punto di vista fiscale nei confronti delle società finanziarie. Ma il punto cruciale fu quando dovettero decidere quale forma dovesse avere Ethereum: una società for-profit come Google o una no-profit open source come Mozilla? I fondatori si divisero pertanto in 2 correnti di pensiero, tra chi voleva costituire una società rivolta al business e chi una società no-profit. Della prima scuola di pensiero appartenevano Di Iorio e Lubin, che venivano dal mondo del business e dell’imprenditoria e speravano di fare bei soldini con Ethereum.

Ma, purtroppo per loro, alla fine prevalse la seconda scuola di pensiero, rivolta al No-Profit. Ciò ad esempio comportò l’uscita di scena di Chetrit, anche perché preoccupato per la reale possibilità che tutti sarebbero finiti in prigione per violazioni di titoli. Oggi si dice pentito di quella scelta, alla luce di come Ethereum sia andata. Sebbene sia convinto che poteva andare ancora meglio se le sue idee fossero state ascoltate.

Vitalik Buterin chi è

Detto di come è nata la criptovaluta Ethereum, vediamo ora chi è Vitalik Buterin? Egli è nato il 31 gennaio del 1994 a Kolomna, in Russia, a 100 Km da Mosca. Tuttavia, quando aveva ancora 5 anni, si trasferì con la sua famiglia a Toronto, in Canada. Il piccolo Vitalik non è mai stato un bambino come gli altri: a soli 4 anni giocava con i computer e con Excel. Fin dalle elementari veniva considerato un vero genio della matematica, non a caso quando era in quarta classe fu inserito in un programma per “cervelloni”. A soli 7 anni, racconta suo padre Dmitry Buterin (informatico professionista, quindi avrà preso da lui), Vitalik Buterin aveva già ideato un complesso documento chiamato l’Enciclopedia dei Conigli. Si trattava di un Universo popolato da soli conigli, ma governato da strette formule.

A soli 19 anni, Vitalik Buterin, convinto della bontà del suo progetto, disse a suo padre di voler lasciare l’università per girare il mondo e imparare tutto quanto che c’era di sapere su Bitcoin. Il padre, anziché tentare di stroncare le sue idee sul nascere, conosceva perfettamente le potenzialità del figlio. Sapendo che sebbene avesse potuto avere un lavoro appagante come dipendente della Apple, di Google o altri colossi dell’informatica, con contratti da 100mila dollari in su, d’altro canto avrebbe imparato molto di più viaggiando che andando all’università. Anzi, data la sua genialità, probabilmente l’Università gli sarebbe andata pure stretta.

Così, nel 2013 lasciò l’Università e si recò in Israele, Amsterdam e San Francisco. Continuando altresì a scrivere per la sua rivista Bitcoin Magazine, fondata a soli 17 anni nel 2011. A parte Ethereum, Vitalik Buterin, ha contribuito ad altri progetti open source simili alla piattaforma Ethereum Buterin. Ma ha comunque ancora un lavoro dipendente, presso la KryptoKit, società canadese fondatrice di una app Chrome che funge sia da social network che da portafoglio virtuale.

La prima volta che Vitalik Buterin spiegò ad una conferenza la sua idea relativa ad Ethereum, indossò una maglia nera con sopra il simbolo che aveva già pensato per la piattaforma: una B dorata solcata da due linee verticali. Mostrava già una certa sicurezza nel suo progetto, lui che era così mingherlino e schivo. Ancora oggi usa una siffatta t-shirt, segno che il successo e la sua straordinaria invenzione non lo hanno cambiato.

Ethereum nuova versione

Purtroppo Ethereum ha subito un duro colpo nel 2016. Anno in cui ha subito un attacco da un hacker che ha sfruttato una falla della rete. Il danno è stato di oltre 50 milioni di dollari e ha fatto precipitare la quotazione di Ethereum. Oltre a far rimuovere dal mercato circa un terzo delle criptovalute in circolazione. I suoi sviluppatori sono stati costretti a creare una nuova versione del progetto alla quale, in poche ore, hanno aderito circa l’80% degli utenti. L’adesione ha comportato altresì la conversione degli Ethereum nella nuova versione rilasciata.

Come ottenere Ethereum

Come acquistare Ethereum? Ci sono 2 modi:
Acquistarli su una piattaforma di trading exchange
Tramite il mining, vale a dire effettuando una sorta di download delle monete in emissione

Passiamo al setaccio le 2 alternative:

Acquistare Ethereum tramite exchange

Per fare ciò, occorre acquistare un wallet. Vale a dire un portafoglio virtuale dove gestire la criptomoneta. Gli esperti in genere consigliano per tale scopo Coinbase. Il quale prevede anche un collegamento comodo all’account Paypal. Un’ottima piattaforma da associare a Coinbase, è sicuramente The Rock Trading, che risulterà importante quando ci si dovrà cimentare con le operazioni di riconversione delle criptovalute in euro. Una valida alternativa a Coinbase è Bitfinex.

Come funziona Mining di Ethereum

Se invece ci si vuole imbattere nella strada del mining Ethereum, ciò significa che si devono estrarre dei token della criptovaluta da una rete blockchain. Ma significa pure avere dei computer che fanno girare di continuo un algoritmo di hashing, che prende una grossa quantità di informazione e la condensa in una stringa di lettere e numeri di lunghezza prefissata. L’algoritmo di hashing che usa Ethereum effettua l’hashing dei metadati dai blocchi più recenti sfruttando il nonce. Trattasi di un numero binario che produce un valore hash unico. Per ogni nuovo blocco della blockchain, la rete imposterà un valore di hashing obiettivo e tutti gli estrattori del network proveranno a indovinare il nonce che va a generare quel valore.

Tuttavia, diciamo subito che indovinare un nonce che genererà un determinato valore è praticamente impossibile. Pertanto, l’unico modo per trovare il nonce corretto è quello di passare al setaccio tutte le soluzioni possibili. Vale a dire fare proof-of-work. Il miner che trova il nonce corretto sarà poi premiato con un block e riceverà 5 Ethereum.

Fatto ciò, il processo riparte di nuovo in un ciclo che ricorre ogni 12 secondi. Il mining di Ethereum si basa su un solo parametro importante: il MH/s (Megahash per second, che sarebbe l’hashrate), vale a dire il numero di hash check che la scheda video compie in un secondo. Ciò che conta è vantare il valore dei MH/s più alto possibile. Per valutare questo aspetto ci si può affidare al sito Nicehash, il quale calcola il costo iniziale della scheda video e il suo consumo in Watt rapportato al costo della corrente in €/Kwh. Per facilitare il calcolo senza dover vedere nella bolletta della luce quanti euro spendiamo in Kwh, possiamo per convenzione utilizzare come valore 0,27. Che sarebbe la media della spesa italiana.

In questo modo potreste fare un conto più approssimativo sul mining di Ethereum e capire se conviene o meno farlo. I costi principali sono dati dalla corrente elettrica spesa ogni giorno e dall’acquisto della scheda video iniziale.

Conviene minare Ethereum? Quanto costa mining Ethereum?

Domande lecite anche queste, a cui tenteremo di darvi una risposta. Quanto costa fare mining delle criptovalute? Intanto c’è la questione corrente elettrica. Considerate che il computer deve restare acceso tutto il giorno. Infatti, le grandi società si stanno trasferendo nei Paesi dell’Est, dove la corrente elettrica costa molto meno. Una alternativa sarebbe dotarsi di impianti fotovoltaici, che a fronte di un acquisto iniziale, almeno ammortizzeremo nella bolletta.

Poi occorre ovviamente acquistare gli strumenti tecnologici giusti. Per fare mining in modo professionale bisognerebbe comprare almeno 4 schede video performanti come le AMD Radeon RX 580 o le NVIDIA GeForce GTX 1070, affiancate da un alimentatore anche da 1000W. Il loro costo odierno si aggira tra i 400 e i 500 euro. Le Radeon R9 nano, 390 e Fury X sono sicuramente più performanti ed adatte per il mining, ma va da sé che il loro prezzo è più elevato delle altre GPU. Tale spesa, a pieno regime, sarebbe ammortizzata nel giro di un anno.

Volendo fare due conti su quali siano i costi di minare criptovalute, c’è un solo parametro importante da tenere in considerazione: i MH/s. Volendo fare 2 conti approssimativi, una GPU quasi al top è davvero poco conveniente per il mining. Poi bisogna prendere altri fattori quali:

• i driver usati

• il sistema operativo del Pc

• il sistema di raffreddamento

• la memoria

• la scheda madre

• RAM:

• Alimentatore

Poi ci sono i fattori legati all’incertezza per il futuro che bisogna sempre tener presenti quando si parla di criptovalute. Conviene fare mining Ethereum? Ci sentiamo di rispondere di no. Del resto, i prezzi delle GPU sono alle stelle e la difficoltà nel fare mining è aumentata. Inoltre, come avviene in tutti i campi, più su mercato si butta a capofitto la gente, meno esso sarà lucrativo in quanto sarà saturo. Va da sé che se il valore di 1 Ether dovesse salire a duemila dollari, il discorso cambia completamente perché la spesa verrebbe ripagata in meno tempo. Almeno che non abbiate già una scheda video buona (con almeno 20MH/s). Vi renderete comunque stesso voi conto di ciò utilizzando il portale utile ed intuitivo CryptoCompare, inserendo gli opportuni parametri.

Trading Ethereum

Come fare trading Ethereum? Un modo migliore per guadagnare tramite Ethereum è sicuramente il trading online. Abbiamo infatti detto nell’incipit che le criptovalute si stanno imponendo come asset molto conveniente. Sebbene occorra dire che sono anche strumenti ancora molto volatili. Per cui occorre stare attenti a quando prendere e lasciare la posizione. Inoltre, la nostra solita raccomandazione è quella di fare trading con Broker affidabili, che rispondano ad una serie di caratteristiche. La prima è quella di vantare una licenza CONSOB, massima autorità italiana preposta alla vigilanza sui mercati finanziari. Che rilascia licenze per operare nel nostro Paese a quei Broker che rispecchiano determinate caratteristiche di trasparenza in favore dei clienti. Un broker deve altresì offrire un Conto demo per permettere al trader iscrittosi alle prime armi di fare pratica senza rischiare soldi veri. Non deve prevedere commissioni, e spread convenienti. Deve offrire una formazione continua tramite il download di ebook, webinar (seminari online), corsi di formazione, incontri annuali nelle città italiane principali. Un servizio di assistenza clienti in italiano, almeno 5 giorni su 7 e possibilmente H24; nonché raggiungibile via emial, chat integrata al sito o numero di telefono. Grafici chiari e in più formati. News e info sulle principali notizie della giornata borsistica (magari anche prevedendo alert via sms).

I broker che rispondono a queste esigenze sono:
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E’ possibile acquistare Ether mediante trading online tramite CFD, acronimo di Contract for difference. Un CFD è uno strumento finanziario che traccia l’andamento del mercato replicando il suo prezzo in tempo reale. Attraverso i CFD è quindi possibile acquistare gli Ethereum senza doverli necessariamente comprare.

Ethereum valore

Quanto vale Ethereum? Data la volatilità accennata in precedenza, questa risposta lascia il tempo che trova dato che nel momento in cui leggerete l’articolo, sarà già diverso rispetto a quello riportato quando scriviamo. Basta dire che il valore di mercato di Ether (la criptovaluta di Ethereum, rappresentata col simbolo ETH) è volato di oltre il 4000% nei primi mesi del 2017. Con il recente aumento di prezzo, le unità disponibili di Ethereum hanno un valore che è pari a circa 35 miliardi di Dollari. Vale a dire l’82% di Bitcoin. Nel corso di quest’anno, gli Ether hanno fatto conseguire un guadagno del 3000%.

Ethereum alternative?

Quali sono le alternative ad Ethereum? Ethereum non vi ha convinto? Niente paura, il mercato delle criptovalute vanta oggi almeno 70 esemplari in circolazione, anche se qualcuno parla pure di un centinaio. Ovviamente, non tutte sono valide, anzi, poche tra loro sono meritevoli della nostra attenzione. Bitcoin a parte, le criptovalute valide alternative a Ethereum sono, in ordine di volume di transazioni ad oggi (tutte dietro Ethereum però):

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