Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 31 dicembre 2017

La Cina si avvia a dominare il mondo attraverso il commercio

CINA. Pechino si stabilisce in Moldavia

dicembre 30, 2017


La Cina ha accettato di avviare colloqui per formalizzare un accordo di libero scambio con la Moldavia. Pechino cerca di aumentare così la sua influenza nel cortile di casa della Russia, riporta Scmp. I due paesi hanno firmato un memorandum d’intesa a Pechino il 28 dicembre, si legge in un comunicato del ministero del Commercio cinese sul suo sito web ripreso dal giornale di Hong Kong.

L’accordo per avviare i negoziati era stato preparato da uno studio di fattibilità svoltosi lo scorso maggio. «Lo studio ha dimostrato che la creazione di un accordo di libero scambio migliorerebbe i legami bilaterali, svilupperebbe il potenziale commerciale e di cooperazione e faciliterebbe la crescita economica in entrambi i paesi», si legge nel comunicato. Pechino ha già 15 partner di libero scambio, tra cui Hong Kong e Macao, e sta negoziando 11 accordi tra nuovi e miglioramenti.

Nel 2016 la Moldavia aveva un prodotto interno lordo di 6,75 miliardi di dollari e un Pil pro capite di 1.900 dollari, secondo i dati della Banca Mondiale; nello stesso anno, la Moldavia ha esportato merci per un valore di 14,5 milioni di dollari, principalmente vino e mobili, in Cina, mentre il valore delle sue importazioni provenienti dalla seconda economia mondiale ammontava a 394 milioni di dollari.

Un accordo con la Moldavia non sarebbe il primo con un’ex nazione sovietica, il governo cinese ne ha firmato uno con la Georgia, all’inizio di quest’anno, che entrerà in vigore a gennaio 2018, ma sarebbe il primo in Europa orientale. La Moldavia è un paese di circa 3,5 milioni di persone tra l’Ucraina e la Romania. Nonostante le sue dimensioni ridotte, la sua posizione lo rende di interesse strategico sia per la Russia che per l’Unione europea. Nel 2014 ha firmato un “accordo di associazione” con l’Ue. Da un lato, la Moldavia vuole aumentare i suoi legami con l’Ue, ma dall’altro non vuole irritare la Russia; la Cina, tuttavia, non è in concorrenza diretta né con la Russia né con l’Ue nella regione.

La Cina ha un chiaro obiettivo per negoziare accordi di libero scambio con il maggior numero possibile di partner, e ci sono troppi ostacoli da superare prima che la Cina e l’Ue possano iniziare colloqui Fta, mentre il commercio della Cina con la Russia sta subendo una grande trasformazione. La Cina ha instaurato relazioni diplomatiche con la Moldavia nel 1992 e ha investito molto nel paese dalla fine degli anni 2000.

Nessun commento:

Posta un commento