L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 settembre 2018

L'Islamismo nel cuore dell'Europa dell'Euroimbecillità - la sharia incombe e gli euroimbecilli tutti non ne vogliono prendere atto

Islam: guai all'orizzonte in Europa (e nel mondo) se non si secolarizza

di Alberto Comuzzi
28 Settembre 2018

Un interessante articolo della prestigiosa rivista Oasis, affrontando il tema della presenza dei salafiti in Europa, ci aiuta a conoscerli e a comprendere meglio che genere di società vorrebbero realizzare.

La Mecca (foto d'archivio)


La prestigiosa rivista Oasis lancia, nel suo ultimo numero, un interessantissimo articolo in cui, intervistando Mohamed-Ali Adraoui, visiting senior research fellow alla National University di Singapore, spiega chi sono i musulmani europei che vorrebbero vivere come ai tempi del Profeta.

Veniamo così a sapere che i salafiti (i Salaf, cioè le generazioni di musulmani più vicine al Profeta) intendono riprodurre lo stile di vita degli albori dell'Islam prevalentemente ricostruito attraverso la una “lettura dei testi”, cioè il Corano, che la rivista non definisce, ma che a noi appare rigorosamente fondamentalista.

Spiega Adraoui che «il salafismo contribuisce a ridurre i dubbi dell’esistenza e propone di strutturare la vita dalla nascita alla morte, perché il credente possa ottenere l’approvazione divina e dunque guadagnare il diritto al paradiso».

I salafiti in Europa, soprattutto in Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Germania e Inghilterra, sono una presenza in crescita o comunque sempre più visibile, «combattuti tra la volontà di pesare sul corso dell’Islam», sono ancora parole di Adraoui, «attraverso l’azione umanitaria, la predicazione, l’attivismo online e il desiderio di isolarsi da una società che disprezzano moralmente».

I salafiti poi guardano all'Arabia Saudita come allo stato che, storicamente, ha meglio incarnato, nei secoli, il modello di società più aderente agli insegnamenti del Profeta. In Europa tali credenti come si pongono?

Se non si può ancora parlare di un movimento organizzato capace di incidere nel dibattito pubblico e interagire con il resto della società sul modello, per esempio, delle associazioni legate ai Fratelli musulmani, ciò non significa che le cose non cambieranno ma, spiega ancora Oasis, «per il momento si ha l’impressione che i salafiti, nella maggior parte dei contesti sociali in cui vivono, siano scissi tra il desiderio di incidere sul corso dell’Islam attraverso la predicazione e il desiderio di proteggersi dal resto della società, ciò che può portarli addirittura ad abbandonarla fisicamente con la hijra, la migrazione salutare che consente loro di raggiungere la terra dell’Islam».

La predicazione degli imam salafiti avviene attraverso il Web, strumento efficacissimo per raggiungere moltitudini di persone, molte delle quali poco propense a frequentare la moschea o addirittura mai entrate in una moschea.

Mentre in Europa la secolarizzazione ha fortemente intaccato il cristianesimo, una forma radicale come quella dei salafiti islamici appare sempre più vigorosa e in espansione. La domanda allora che gli europei non musulmani si dovrebbero porre è: se l'Islam non si secolarizza che cosa accadrà?

http://www.valtellinanews.it/articoli/editoriale-che-accadra-se-lislam-non-si-secolarizza-20180928/

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