L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 3 ottobre 2018

E' guerra vera all'Euroimbecillità di tutte le razze, ne esistono tante ma sempre euroimbecilli sono. Loro hanno il portafoglio NOI il cuore. Vinceremo

NERVI SALDI
Maurizio Blondet 2 ottobre 2018 

Lo spread alle stelle! eccetera. Calma, calma. Solo pochi twitter copiati e incollati:


Commento di Claudio Borghi:

Direi che in questa frase (probabilmente “in cognac veritas”) c’è tutta la natura dittatoriale e liberticida dell’UE eurista. Non ho altro da aggiungere, vostro onore.

Commento di Alberto Bagnai:
È esattamente il contrario, ma cercare di spiegarglielo forse non è solo inutile (la fisiognomica è una scienza esatta), ma anche controproducente…

Twitter di “Ora Basta” (commercialista in Bari)

Non immaginavo che qualche insignificante decimale di deficit sarebbe stato sufficiente per far saltare #euro. Poi la memoria va all’assassinio dell’arciduca Ferdinando a Sarajevo o a Danzica nel ‘39 ed allora realizzo che il ‘casus belli’ è quasi sempre un episodo insignificante.

Le dichiarazioni di Moscovici, Juncker, Dombrovskis: Fuoco preventivo ingiustificato senza che il tema fosse all’odg e senza avere ancora letto gli essenziali dettagli del #DEF.

Varoufakis, che ha avuto a che fare con loro:
They don’t want their money back, they just want to crush us’

“Non vogliono realmente indietro i loro soldi, voglio solo schiacciarti”

(Non è questione di nostro debito, ma del loro controllo politico su di noi)

Luciano Barra Caracciolo:

O “nuova crisi greca” O “fine dell’euro”: la crisi greca è stata infatti per conservare (a qualsiasi costo) la moneta unica. Piccolo dettaglio: l’Italia non ha debito privato commerciale rilevante con banche franco-tedesche…..

(Hanno una paura fregata di non poterci schiacciare…)

Barra Caracciolo:

Questo tramonto si sta rivelando rabbioso…come previsto: prepariamoci a una transizione inevitabile. Potevano scegliere di credere nella democrazia mentre il neo-liberismo soffre la sua scontata crisi di rigetto: il popolo avrebbe sofferto meno. Ma va oltre le loro capacità…

JW Mason, professore di Economia al John Jay College – CUNY. Fellow at the Roosevelt Institute:

The idea that sovereign borrowing costs in the euro zone are set by “investors” or “markets, and not ultimately by the ECB, is a remarkably durable fiction. https://www.ft.com/content/d3f2c72e-c318-11e8-95b1-d36dfef1b89a

L’idea che i costi di indebitamento sovrano nella zona euro sono fissati da “investitori” o “mercati, e non invece in ultima analisi, dalla BCE, è una fiction notevolmente durevole. https://www.ft.com/content/d3f2c72e-c318-11e8-95b1-d36dfef1b89a

E ricordiamo dove ci hanno portato gli altri – e ci porteranno di nuovo – se vincono loro:

Due anni fa il #DEF fatto da #Padoan riportava che con l’austerità di #Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi. Questa è l’eredità che lasciamo ai nostri figli”
@AlbertoBagnai ora ad #agorarai





Si può solo avanzare, e allora si vince.

Un consiglio: contro l’ansia da terrorismo mediatico, seguite i commentatori sopra citati. Questà è guerra. Bisogna tenere i nervi saldi. Loro li hanno.

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