L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 2 ottobre 2018

Mattarella Mattarella sei il garante e non spetta/va a te indicare il ministro dell'economia o bocciarlo perchè non è un euroimbecille come tutto il tuo partito di riferimento il Pd

ADDIO GOLPETTO
Paolo Becchi polverizza Giovanni Tria: "Ecco cosa sarebbe successo con Paolo Savona al suo posto"

1 Ottobre 2018


Per settimane Paolo Becchi ha parlato del "golpetto di Sergio Mattarella". Il divieto imposto dal Colle a Lega e M5s di proporre Paolo Savona come ministero dell'Economia. Alla fine, dopo giorni di caos, è diventato ministro sì, ma degli Affari Ue e i nodi sono venuti al pettine la scorsa settimana, con la telenovela Def.


"Non avremmo avuto i problemi che abbiamo avuto - spiega laconico il professore, dal palco della Festa della Lega a Genova -. Con Savona si sarebbe partiti subito con il deficit al 2,4%, forse si sarebbe sfiorato addirittura il 3. Averlo avuto al Tesoro sarebbe stata un'altra cosa, ma capisco il compromesso".

"Giovanni Tria - prosegue Becchi a proposito del titolare dell'Economia - l'hanno messo lì tria per farci arrivare all'1,8% di deficit, ma alla fine la partita non l'ha vinta lui. L'operazione di Mattarella è fallita, chi esce screditato da questa vicenda è proprio Tria che se avesse le palle dovrebbe dimettersi. Ormai la linea tracciata è quella di Salvini e Di Maio".





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