L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 novembre 2018

Gli Stati Uniti hanno un problema il debito gemello: Debito pubblico 21.516 miliardi di dollari, Bilancia commerciale negativa per 800 miliardi di dollari per questo la Fed alza i tassi d'interessi per creare una crisi economica mondiale, loro pensano di controllarla, per risorgere subito dopo. L'albero della storia è sempre verde

Riflettori puntati sulla Federal Reserve

Pierpaolo Molinengo
Trend Online 26 novembre 2018


Gli analisti della Wealth Management della Banca del Piemon spiegano che l’attenzione del mercato si è spostata in questi ultimi tempi sulle esternazioni della Fed: dopo che per intere settimane Powell aveva ribadito un’impostazione della banca centrale “ancora lontana dalla neutralità”, di recente il messaggio dei “graduali rialzi” pare maggiormente accompagnato da un’attenzione ai rischi potenziali di rallentamento nella crescita globale, di riduzione dello stimolo fiscale interno e di effetto ritardato dell’aumento dei tassi. Messaggio che è diventato successivamente più esplicito nelle parole di alcuni membri del board (Clarida e Kaplan per citare due esempi) e che ha innescato un movimento di ribasso dei tassi (Treasury molto ben supportato) e del dollaro, accelerando una tendenza già in atto nei giorni precedenti. La curva dei tassi americani, pur scontando una probabilità elevata di un rialzo a dicembre (80%), vede ora limitato a poco più di uno il numero dei rialzi per il 2019 (dai 2 incamerati una settimana prima). Il dollaro è tornato ad indebolirsi dopo la falsa rottura di 1.13, mentre la borsa americana pare reagire meno positivamente rispetto al passato ad una banca centrale che si mostra più cauta rispetto al ritmo di normalizzazione della politica monetaria: forse l’atteggiamento più morbido viene attribuito alla preoccupazione della stessa Fed per i rischi prospettici inducendo gli operatori ad un posizionamento più difensivo.

Credito corporate

Gli analisti della Wealth Management della Banca del Piemon spiegano che nelle ultime due settimane è sempre più evidente la difficoltà che sta attraversando il mondo delle obbligazioni societarie. Asset class sempre tonica e resistente anche nelle fasi correttive azionarie, il segmento High Yield americano (ma possiamo estendere le considerazioni anche a quello europeo) ha visto lo spread collocarsi stabilmente sui massimi dell’anno (415 bp per l’HY e 80 per l’IG (Francoforte: A0EARV - notizie) ) e rimane da monitorare strettamente in quanto possibile volano di avversione al rischio, essendo questa classe di attivo ormai ampiamente presente nei portafogli. Va tenuto conto che molte delle difficoltà nascono dalla repentina discesa del petrolio delle ultime settimane: molti emittenti (15% del totale) sono infatti legati alla catena di estrazione e raffinazione del greggio. Così come non si può dimenticare il periodo negativo di General Electric (Euronext: GNE.NX - notizie) che è uno dei più grandi emittenti Investment Grade e che ha visto i suoi bond perdere in misura significativa su tutte le scadenze. La mole di debito di GE (oltre 110 mld$) potrebbe potenzialmente (così come moltissimi altri emittenti BBB) passare al segmento High Yield in caso di ulteriore deterioramento del quadro macro obbligando gli operatori a repentine sistemazioni di portafoglio.

Scontro USA-Cina, Brexit e manovra italiana

Gli analisti della Wealth Management della Banca del Piemon spiegano che dopo l’ottimismo di Trump sul summit con la Cina sono arrivate parole decisamente meno concilianti da parte di Pence, che ha usato toni duri e mostrato scarsa volontà di porre fine allo scontro fino a quando la Cina non cambierà l’atteggiamento scorretto tenuto nelle pratiche commerciali. Sono state poi mosse critiche al progetto “One Belt & One road” su cui tanto sta puntando la Cina, invitando addirittura i paesi asiatici coinvolti ad evitare di indebitarsi con la Cina: ciò ha prodotto per la prima in 25 anni la mancanza di un comunicato congiunto finale al Summit APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) proprio a causa delle divergenze fra USA e Cina.

Sul fronte Brexit, al momento sembra che la May riesca ad evitare la mozione di sfiducia sulla leadership del suo partito (mancanza di un sufficiente quorum) e che vada avanti nel sostenere fortemente il proprio accordo come unica valida alternativa ad una “hard brexit”. Il passaggio del deal in Parlamento resta assai difficile e quindi le 3 ipotesi più probabili sono al momento: 1) estensione del periodo negoziale; 2) hard brexit (uscita caotica); 3) un nuovo referendum.

Come largamente atteso la Commissione Europea ha espresso un parere negativo sulla manovra di bilancio presentata dall’Italia dicendosi favorevole all’avvio della procedura di infrazione per “deficit eccessivo” a causa del mancato rispetto del percorso di riduzione del debito. Le date fondamentali sono ora il 3 e 4 dicembre quando si riuniranno l’Eurogruppo e l’Ecofin: in caso di ulteriore parere favorevole, la Commissione dovrà indicare le raccomandazioni da rivolgere all’Italia con verifica entro una tempistica che va dai 3 ai 6 mesi (importante perché si tratterebbe di farla cadere prima o dopo le elezioni europee di maggio). La partenza di questo periodo è da febbraio 2019. A parte la turbolenza immediata innescata da questo evento, nelle ultime ore le indiscrezioni di frizioni all’interno del governo, le parziali aperture a possibili modifiche della manovra (anche se spesso smentite) e l’attesa di una TLTRO da parte della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) nella prossima riunione del 13 dicembre stanno supportando un parziale recupero del BTP con lo spread che si sta riportando in area 300 bp (dai picchi di 326) e il rendimento del decennale a 3.40% (da oltre 3.60%). A ciò si aggiunge la difficoltà incontrata dal collocamento del nuovo BTP Italia 2022 la cui domanda è stata assolutamente insoddisfacente: nei 3 giorni riservati agli investitori retail sono stati raccolti poco meno di 900 mln di Euro.

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