Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista

Il PROTEZIONISMO diventa il soggetto spinto dalla DEFLAZIONE ordo-liberista
La ragione di ciò sta nel fatto che la cuspide del potere di queste due nazioni (Francia e Germania) comprende benissimo che la crisi strutturale di quei capitalismi perdura, si accresce, e non è domata dalla retorica europeista. La deflazione ordo-liberista erode i margini, fa scendere i tassi di profitto, rende più difficile la circolazione del capitale fisso e la finanza può far crescere qualche rendita, ma non crea lavoro, né prospettive per il giovane proletariato franco-tedesco. La circolazione del capitale si blocca e allora si ricorre al naturale e normale espediente che è il protezionismo. Ma questo scardina le basi stesse della struttura tecnocratica europea. Butta nel fango i trattati di Maastricht e di Lisbona, trasforma in canzoni da melodramma le recite neo liberiste. Giulio Sapelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/8/27/GEO-FINANZA-Dalla-Cina-alle-cicale-la-Germania-prepara-il-terremoto-dell-Ue/779737/

L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 novembre 2018

NoTap - è un'opera che viene da lontano. Attentato alla scuola di Brindisi del maggio 2012. Porta metano dall'Azerbaigian solo 10 milioni di metri cubi all'anno e probabile per non molti anni. In Turchia ci si può innestare il Turkish Stream con una portata di 30 milioni di metri cubo all'anno. E' uno dei veleni a lento rilascio di anni e anni di mala gestione del corrotto euroimbecille Pd. Energia pulita, soprattutto con l'eolico offshore, è la strategia del futuro

Il gasdotto TAP – le questioni più discusse

Maurizio Blondet 31 ottobre 2018 

TAP: lo stato di avanzamento dei lavori


TAP ( Trans Adriatic Pipeline) è un progetto da 4,5 miliardi di euro, di cui la maggior parte (circa 90%) già spesa o impegnata. TAP è il terminale europeo del Southern Corridor, progetto da oltre 40 miliardi di dollari, ed è il più ingente progetto industriale al mondo. Lanciato oltre 10 anni fa, TAP è già completato per oltre l’80% dei lavori e ha por- tato occupazione, investimenti e opportunità di crescita per le economie locali di Albania, Grecia e Italia.

Il progetto è interamente finanziato da capitali privati e con il supporto , in forma di prestito, delle principali istituzioni finanziarie europee (BEI e BERS), che ne ha riconosciuto il ruolo strategico chiave per l’Italia e per l’UE. TAP è inserito tra i Progetti di Interesse Comune per l’Unione Europea, la cui lista può essere rivista dalla Commissione e non dai singoli Stati.

Il progetto del gasdotto non può essere più modificato. La solu- zione individuata, come evidenziato nell’analisi delle alternative effettuate in fase di Valutazione di Impatto Ambientale, è la mi- gliore possibile.

Ripartire con l’iter autorizzativo significherebbe tornare indietro di oltre quattro anni, impedendo al gas di arrivare in Italia nei tempi stabiliti (inizio 2020) e non consentendo al Paese di raffor- zare la propria sicurezza energetica.

La selezione dell’approdo


TAP ha identificato l’approdo dopo un’attenta analisi di altre ipotesi progettuali (12 alternative solo nello studio di impatto ambientale, localizzate tra Brindisi e Otranto). La scelta di San Foca come miglior approdo per la minimizzazione dell’impatto ambientale e la realizzabilità tecnica è stata confermata dal Ministero dell’Ambiente nel decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale, che ha fatto proprio il parere positivo della Com- missione Tecnica VIA, con prescrizioni volte a garantire ulterior- mente l’ambiente e i cittadini.

Riguardo al punto di approdo a San Foca, marina del comune di Melendugno – Lecce, l’impatto sul litorale sarà evitato grazie all’impiego della tecnologia del microtunnel (lungo circa 1.500 m), che passerà oltre 15 metri sotto la spiaggia; questo consen- tirà al gasdotto di non interferire con l’habitat protetto in mare (Posidonia oceanica) e a terra (macchia mediterranea) e, al contempo, di non produrre alcun impatto visivo e interferenze con la fascia litoranea.

Criticità ambientali e tecniche

di un approdo alternativo a Brindisi


Di seguito le principali criticità rilevate sull’eventuale punto di approdo a Brindisi:
Corridoio di Brindisi Nord (a Nord dell’imboccatura del por- to naturale): interferenze con i coni di atterraggio e decollo dell’aeroporto civile e militare di Brindisi, estrema fragilità ge- omorfologica (presenza di falesia), diffusa urbanizzazione del territorio;
Corridoio di Brindisi Sud (a Sud dell’imboccatura del porto): interferenze con l’area dell’ex petrolchimico, Sito di Interesse Nazionale per gli alti livelli di inquinamento del suolo, molti- plicazione dei fattori di rischio di incidente rilevante per la compresenza di attività industriali del settore chimico ed ener- getico; presenza a mare di aree protette (estesa prateria di Po- sidonia Oceanica, riconosciuto Sito di interesse Comunitario, rete Natura 2000).

Nel dicembre 2015, su espressa richiesta della Regione Puglia, TAP ha condotto uno studio su un punto di approdo a sud del Petrolchimico di Brindisi indicato dai tecnici regionali a circa 150 metri da uno dei punti già studiati in precedenza da TAP (cfr. punto 2.): lo studio ha dimostrato il significativo aggravio dell’im- patto ambientale rispetto a San Foca in ragione della richiesta/ necessità di scavalcare la estesa prateria di Posidonia Oceanica mediante microtunnel di lunghezza non convenzionale (superio- re ai 5,5 km) che richiederebbe la realizzazione di 4-5 pozzi sta- gni in mare, con conseguente rilascio di fanghi) e della indicata localizzazione del Terminale di Ricezione in area interessata da progetto regionale di messa in sicurezza di un sito inquinato (ex discarica di rifiuti chimici del Petrolchimico in località Micorosa).

TAP per la sicurezza energetica del paese


L’Italia dipende per circa il 90% dei consumi di gas naturale dalle importazioni. Aggiungere una nuova fonte e una nuova rotta a quelle attualmente esistenti (Russia, Algeria, Libia, Olanda e Nor- vegia) consentirebbe di rafforzare significativamente la sicurezza dei nostri approvvigionamenti e di diversificare ulteriormente le fonti di fornitura. L’Italia è inoltre il Paese europeo con il maggio- re utilizzo di gas naturale: il 35% dei consumi energetici primari e 44% della produzione di energia elettrica. L’82% delle fami- glie usa il gas per riscaldamento, acqua calda e per cucinare. I consumi di gas in Italia sono tornati a crescere con continuità: nel 2017 abbiamo raggiunto i 75 miliardi di mc. Il primo semestre del 2017 aveva segnato un +17,3% rispetto allo stesso periodo del 2016 e si registra un trend di continua crescita dei consumi. L’usci- ta dalla crisi economica farà prevedibilmente continuare questa tendenza. E nel prossimo futuro (entro il 2020) scadranno con- tratti di fornitura (con l’Algeria, l’Olanda e la Russia) per circa 35 miliardi di metri cubi all’anno. Perciò l’arrivo sul mercato italiano ed europeo del gas del Mar Caspio – una nuova fonte di ap- provvigionamento attraverso una nuova rotta – è particolarmen- te utile e tempestivo. E potrà avere anche un benefico effetto sui prezzi, aumentando la concorrenza tra fonti e abbattendo i costi di logistica.

Oltre all’importanza per il Paese, TAP è un progetto di interes- se assoluto per l’Europa per soddisfare il crescente fabbisogno di importazioni, per bilanciare i flussi e per rendere più liquidi i mercati e quindi più bassi i prezzi, anche alla luce di produzioni continentali in declino. Con il Nord Stream 2, senza il TAP, l’Ita- lia potrebbe dipendere per oltre il 50% dalle importazioni dalla Germania (Tarvisio + TENP a Passo Gries). Con TAP, l’Italia potreb- be viceversa esportare gas in Germania.

Benefici per imprese e cittadini


Il Gasdotto TAP, ancorché dichiarato opera di interesse pubblico, viene realizzato da soggetti privati che ne sostengono il rischio industriale e finanziario, con conseguente allevio per i conti pub- blici e i contribuenti; non sono infatti previsti finanziamenti o con- tributi a carico del bilancio statale e quindi non comporta costi per i cittadini. Il progetto TAP è stato dichiarato dalla Commissio- ne UE Progetto di Interesse Comune con decisione pubblicata in GUCE. Il finanziamento di BEI e BERS è un prestito bancario da rimborsare integralmente a scadenza ed erogato ai tassi di inte- resse BEI uniformi per tutti i progetti infrastrutturali finanziati e non un contributo a fondo perduto. Anche gli investimenti sulle reti energia di Terna e di Snam ottengono finanziamenti dalla BEI.

Limitare l’arrivo di nuove quantità di gas non ha effetto sui volumi di gas utilizzato dal mercato (e quindi sulle emissioni) ma limita solo la concorrenza a danno dei consumatori senza beneficio per la comunità, impedendo a produttori più competitivi di con- tendere posizioni di mercato esistenti.

In pratica, tutti i costi di trasporto dall’Azerbaijan fino all’Italia e all’interno del sistema di trasporto italiano saranno pagati dalle società private che importeranno, in concorrenza tra loro, il gas in Italia, con un effetto benefico sul costo finale dell’energia. Re- alizzare nuove infrastrutture è infatti fondamentale per ridurre i prezzi e rendere il Paese più competitivo. TAP contribuirà a ridur- re il costo della materia prima gas determinando quindi effetti positivi per la diminuzione delle bollette per le famiglie e le im- prese italiane, che oggi pagano 10% in più il gas delle imprese tedesche e del Nord Europa, consentendo di aumentare la pro- duttività del sistema italiano, a supporto del PIL, della produzione industriale e della creazione di nuovi posti di lavoro.
Il percorso autorizzativo


Il progetto è stato sottoposto ad un complesso e scrupoloso iter autorizzativo. Per la realizzazione dell’opera infatti sono ne- cessarie le autorizzazioni di amministrazioni nazionali (Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero per i Beni e le Attività Culturali), amministrazioni regionali (Regione Puglia) e pareri o permessi secondari locali (Provincia di Lecce, Comune di Melendugno e Soprintenza locale).

I cardini autorizzativi per la realizzazione del progetto sono il decreto VIA, emanato dal Ministero dell’Ambiente, il decreto di Autorizzazione Unica, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, e l’Accordo Intergovernativo tra i tre paesi interessati dal passaggio dell’opera.

Il 10 settembre 2013, TAP ha consegnato lo Studio di Impatto Am- bientale e Sociale (ESIA – Environmental and Social Impact As- sessment) al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’11 settembre 2014, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emesso il Decreto di valutazio- ne di impatto ambientale del progetto presentato da TAP per la realizzazione del tratto italiano del gasdotto transadriatico.

A dicembre del 2013 il Parlamento italiano ha ratificato l’Accor- do intergovernativo tra Italia, Grecia ed Albania. L’accordo è in vigore da febbraio 2014 e ratifica sancisce l’impegno dei tre Stati a sostenere il progetto nei tempi previsti (avvio operazioni entro 2020) e l’obbligo a non modificare, evitare o limitare l’accordo senza il consenso degli altri Paesi.

Il 20 maggio 2015, il Ministero dello sviluppo economico ha emes- so il Decreto di Autorizzazione Unica, che permette l’apertura dei cantieri e l’entrata in esercizio del gasdotto.

A maggio 2016 TAP ha ufficialmente avviato i lavori di costruzio- ne del gasdotto in Italia.

Il quadro regolatorio del progetto


Come ogni infrastruttura per il trasporto del gas naturale che opera all’interno della UE, TAP è soggetto alle regole fissate dal Terzo Pacchetto Energia dell’Unione Europea. In particolare, il gasdotto è soggetto alla giurisdizione regolatoria da parte dei Regolatori italiano (ARERA), greco e albanese. Per consentire la più efficiente realizzazione del progetto, in analogia con quanto avviene per altre infrastrutture di importazione, è stato concesso a TAP un regime di esenzione dall’applicazione della regolazio- ne della durata di 25 anni, al termine del quale il gasdotto sarà soggetto alla regolazione ordinaria. Le condizioni commerciali del trasporto gas durante il periodo di esenzione sono comun- que soggette all’approvazione dei regolatori.

L’esenzione (non dalle regole antitrust, ma dalla regolazione) è funzionale a far prendere impegni più stringenti agli shipper (so- cietà venditrici) per permettere il finanziamento del gasdotto, vera garanzia dei fondi che saranno raccolti a condizioni di mercato e integralmente restituiti, compresi i prestiti BEI, senza alcuna for- ma di sussidio pubblico. Le garanzie ulteriori che servono (periodo fino a inizio pagamento tariffe) sono integralmente prestate dagli azionisti. Il 20% della capacità è a disposizione di tutti in regime re- golato così come tutta l’eventuale espansione (da 10 a 20 miliardi di metri cubi di gas) che non richiede alcun investimento o infra- struttura in territorio italiano, mentre raddoppierebbe i benefici.

La strategicità del progetto risiede quindi nella combinazione virtuosa fra costi e rischi integralmente sostenuti da privati (pro- duttori di gas e azionisti) e rilevanti benefici pubblici per i consu- matori, senza alcun costo per i contribuenti (anzi, parte dei red- diti generati sono tassati in Italia in base a trattati internazionali trasparenti). Chiaro che i soggetti privati agiscono per il proprio guadagno, ma ricavano i propri utili, nel caso degli azionisti TAP, da tariffe di trasporto, pagate da altri privati, che remunerano a condizioni di mercato l’ingente investimento sostenuto e nel caso dei produttori di gas dalla valorizzazione delle proprie riserve di gas a prezzi che, per trovare sbocco di mercato, devono essere necessariamente inferiori a quelli attualmente praticati da altri produttori sullo stesso mercato.

Gas e rinnovabili per la decarbonizzazione


Il gas è la più pulita delle fonti fossili, TAP potrà dunque dare un contributo alla decarbonizzazione della Regione Puglia in chia- ve di sostenibilità, migliorandone la performance ambientale e rendendo il territorio ancora più bello e salubre. La decarbo- nizzazione dell’economia passa attraverso progetti concreti e immediati che non riguardano solo le infrastrutture, ma anche i trasporti, ad esempio: auto, camion, navi che possono essere alimentati a gas naturale e che danno un contributo importan- tissimo in termini di azzeramento delle polveri sottili, principali re- sponsabili dell’inquinamento atmosferico.

Il gas naturale può essere usato anche in tanti altri settori, ad esempio nella produzione industriale così come nel condiziona- mento dell’aria, favorendo l’economia locale e l’industria del turismo e dando benefici significativi in termini di efficienza ener- getica e di salvaguardia dell’ambiente. Il tutto, a fronte della si- tuazione paradossale che vive la Puglia stessa: prima per ener- gie rinnovabili, ma prima anche per emissioni di CO2 pro capite.

Il gas è, dunque, la soluzione ideale per superare il carbone e ridurre l’inquinamento atmosferico che affligge la regione, sup- portando eolico e solare che sono intermittenti per loro natura. Anche al termine del G20 in Argentina, a giugno 2018, la dichia- razione ufficiale dei ministri ha citato la necessità di espandere significativamente l’uso del gas nei prossimi decenni per un futu- ro più sostenibile.

Compatibilità tra gasdotti e territori


Una volta terminata la costruzione, l’opera sarà sempre invisi- bile, perché interrata ad una profondità di almeno 1,5 metri. Non avrà dunque alcuna interferenza con le attività agricole e turistiche del territorio che la ospita. Sul territorio saranno visibili solo la Valvola di Intercettazione e il Terminale di Ricezione (PRT). Quest’ultimo interesserà un totale di circa 12 ettari di terreno di cui solo 4.000 mq occupati da edifici, in un’area agricola sen- za presenza di altri edifici. TAP ha progettato il Terminale con un piano architettonico che prevede che la struttura si integri nel territorio.

Tutti gli ulivi che dovranno essere rimossi temporaneamente per permettere la costruzione del gasdotto, verranno successiva- mente reimpiantati nel luogo d’origine, esattamente come già accade per 100mila ulivi che ogni anno sono spostati e ripian- tati nella sola provincia di Lecce per la posa di altre infrastruttu- re sotterranee (come acquedotti e fognature). Il successo delle operazioni di costruzione dell’Acquedotto del Sinni ad opera di AQP, proprio in Salento, con conseguente espianto e reimpianto di 2.500 ulivi, testimonia la fattibilità di simili opere e la loro assolu- ta compatibilità ambientale.

La stessa premura sarà adottata per tutti i muretti a secco e le “pajare” (trulli salentini) che saranno incrociate durante la co- struzione: tali elementi architettonici caratteristici del paesaggio agricolo salentino sono stati accuratamente mappati e censi- ti per permetterne una esatta ricollocazione e ricostruzione nei luoghi di origine a seguito della posa del gasdotto.

La cura degli ulivi


I primi 600 ulivi sono stati temporaneamente espiantati e trasferiti a pochi chilometri dal loro luogo di origine, in località Masseria del Capitano. Tutte le piante saranno gestite e curate per il tem- po necessario ai lavori e poi saranno riposizionate nel loro luogo d’origine.

Gli ulivi, prima dei lavori, sono stati mappati, geolocalizzati e identificati con un’etichetta di riconoscimento. Ognuno degli al- beri mantiene il proprio nome e la propria storia, che continuerà proprio dove è cominciata.

La zolla che contiene le radici di ogni singolo ulivo è racchiusa in un telo di juta per preservarle nella loro interezza evitando ogni rischio di rottura. Questa tecnica da vivaio è utilizzata per ga- rantire il massimo attecchimento nel momento del reimpianto. Il trasferimento temporaneo avviene in poche ore, sotto la super- visione di un dottore agronomo. Gli ulivi sono curati secondo le migliori pratiche agronomiche, come previsto dal Piano di Ge- stione già approvato dalla Regione Puglia.

Gli ulivi di Masseria del Capitano sono sotto una copertura di protezione comune, che garantisce che la parte aerea delle piante non venga mai a contatto con l’ambiente circostante e resti sana (proteggendoli in particolare dalla Xylella). Un rapido spostamento degli ulivi rappresenta la principale garanzia di mantenimento della buona salute degli ulivi stessi.

Sul nostro sito (tap-ag.it) è disponibile una sezione dedicata alla cura degli ulivi con foto e video in continuo aggiornamento.

La convivenza tra turismo e gasdotti


La Puglia è la regina del turismo in Italia ed ospita già 14.000 km di gasdotti (tra alta, media e bassa pressione). Esistono già in Italia numerosi gasdotti ospitati in spiagge lungo tutto l’Adriatico che vantano riconoscimenti quali la Bandiera Blu o il premio Cin- que Vele di Legambiente. Tra le altre: Casalborsetti (RA), Bella- ria/Igea Marina (RN), Porto San Giorgio (FM), Grottammare (AP). Inoltre, un chiaro esempio di compatibilità tra gasdotti e turismo è testimoniato dalla presenza di un gasdotto ad Ibiza, una delle destinazioni turistiche più note e frequentate al mondo.

L’uso della tecnica del tunnel sotterraneo per l’attraversamento della fascia costiera permette la realizzazione dell’opera sen- za alcuna interferenza diretta. Non ci saranno infatti mai scavi sulla spiaggia, che resterà intatta perfino in fase di costruzione dell’opera. Il tunnel sotterraneo verrà infatti realizzato attraverso un pozzo di spinta a terra (circa 700 metri alle spalle della spiag- gia) e giungerà in mare a circa 800 metri dalla costa, ad una profondità di oltre 25 metri. Da lì verrà raccordato alla sezione offshore della condotta che verrà poggiata sul fondale marino. Pertanto la balneazione, le attività di pesca e quelle turistiche non subiranno alcuna conseguenza dalla costruzione e dall’e- sercizio dell’opera.

Rispetto dell’ambiente marino


Il progetto sottoposto da TAP per la Valutazione di Impatto Am- bientale ha incrociato la cartografia tematica della Regione Puglia con il risultato di esami compiuti con supporto di mezzi tecnologici (rilevazioni da satellite, campagne con indagini sot- tomarine) e infine con la ricognizione visiva affidata a sommoz- zatori, concludendo che la presenza di Posidonia Oceanica nel- le acque antistanti la spiaggia di San Basilio dove sarà realizzata l’uscita a mare del microtunnel è sporadica e comunque non localizzata nel percorso del gasdotto.

Le macchie sparse della zona sono state mappate con preci- sione proprio grazie al lavoro compiuto da TAP. I risultati delle numerose campagne di rilevazione sono accessibili a tutti nella documentazione sottoposta a suo tempo per la Valutazione di Impatto Ambientale disponibile alla consultazione sul portale de- dicato del Ministero dell’Ambiente (www.va.minambiente.it/it-IT/ Oggetti/Documentazione/625/841) e sono, come tali, a disposi- zione tanto della comunità scientifica e delle autorità preposte alla tutela dell’ambiente marino, quanto di qualsiasi cittadino.

Il dialogo con il territorio


TAP è impegnata a dialogare con il territorio senza mai sottrarsi, svolgendo molteplici attività di informazione e comunicazione. Sono stati, infatti, messi in campo tutti gli strumenti ritenuti oppor- tuni e idonei a un sempre maggiore coinvolgimento delle co- munità locali interessate. TAP ha da sempre cercato un dialogo aperto e trasparente con tutte le istituzioni e la cittadinanza coin- volte dal progetto, questo è testimoniato dagli oltre 1000 incontri effettuati sul territorio con tutte le parti interessate, dal 2013 ad oggi. Tra questi, purtroppo, non è possibile annoverare incontri con l’Amministrazione Comunale di Melendugno che TAP ha sempre cercato per un confronto serio, duraturo e costruttivo sul progetto.

Tutte le fasi del complesso procedimento VIA, compresi la con- ferenza dei servizi e i tavoli di conciliazione presso La Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno costituito occasioni significative per esprimere proposte alternative e modifiche da parte della Regione e dei Comuni del territorio. Tuttavia, nessuna alternativa formale condivisa è stata espressa in queste sedi e la scelta di San Foca, come miglior approdo dal punto di vista ambientale, è stata confermata dal Ministero dell’Ambiente nel Decreto di Compatibilità Ambientale.

TAP desidera esercitare un ruolo attivo nella crescita del territorio di cui si sente già parte e di cui farà parte per almeno 50 anni, per lo sviluppo delle sue grandi potenzialità negli ambiti del turi- smo, dell’ambiente, dell’agricoltura e del sociale.

Caratteristiche e funzionamento del terminale di ricezione (PRT)


Il terminale di ricezione non è una centrale che produce emis- sioni nocive, ma è solo un luogo di passaggio del gas. Nel Ter- minale di Ricezione non vengono effettuate operazioni di tra- sformazione del gas, ma il gas viene misurato per la successiva immissione nella rete nazionale. Non sono previsti cicli di natura industriale e nemmeno siti di stoccaggio. Questi ultimi, infatti, ne- cessitano di spazi e caratteristiche territoriali particolari che non possono corrispondere alle dimensioni e alla natura del PRT. Il Terminale di Ricezione funge da centro di controllo e monitorag- gio dell’intero gasdotto TAP, attivo 24 ore su 24, costituendo un ulteriore elemento di sicurezza per le popolazioni locali.

Durante le normali operazioni il Terminale di Ricezione (PRT) non produce alcun tipo di emissione in atmosfera, perché le neces- sità di riscaldamento del gas sono coperte normalmente da riscaldatori elettrici. Emissioni occasionali dalle caldaie a gas sono previste solo durante eventuali fermate e ripartenze del ter- minale e in caso di rapide variazioni della pressione della rete. Le emissioni rilasciate possono essere considerate equivalenti, al massimo, a quelle di 96 famiglie, su base annua, pari a non più del 2% del tempo totale di funzionamento del PRT (circa 160 ore). Tutte le emissioni sono, comunque, al sotto di qualsiasi limite di legge. TAP inoltre effettuerà un monitoraggio costante e traspa- rente delle emissioni, i cui dati saranno resi pubblici (come da prescrizioni VIA).

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