L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 gennaio 2019

5G - sarà guerra aperta e vera contro eventuali aumenti telefonici sul 4G per obbligare a transitare sul 5G

Il 5G è la scusa perfetta degli operatori telefonici per aumentare le tariffe mobili

Il solo parlare di futuri aumenti delle tariffe ha messo in allarme i clienti di tutti gestori. Ora la palla è nel loro campo: come gestiranno il 5G? Lo useranno come scusa?

-8 gennaio 2019



TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia hanno lasciato intendere che nel 2019 non avrebbero proposto aumenti delle tariffe telefoniche. Un’affermazione praticamente non sostenibile in alcun modo dagli operatori. Ce lo dice l’esperienza. Tutti gestori poi, non solo non hanno specificato se le rimodulazioni saranno bloccate per “tutto” il 2019, ma hanno per giunta la scusa perfetta per applicare nuovi aumenti: il 5G.

Pensate che siamo prevenuti? Beh, ricordate che Tim, Iliad, Vodafone e Wind 3 hanno speso una vera fortuna in miliardi di euro per avere un pacchetto di frequenze su cui costruire la nuova rete 5G. Per cui è plausibile che, per rientrare dei costi, applicheranno in un momento dell’anno i nuovi aumenti.

Aumenti operatori telefonici: prepariamoci a nuove rimodulazioni

Saremo costretti a spendere di più in bolletta di quanto fatto nel 2018, e forse inizieremo di nostra iniziativa passando alle tariffe destinate al 5G. Ma qui c’è un piccolo problema: se il 5G costerà come sembra cifre superiori ai 35-40 euro, l’utenza potrebbe rifiutare il passaggio alla nuova rete e rimanere nel più economico 4G.


Ma è probabile che entreranno in gioco gli aumenti delle tariffe in 4G proprio in questo frangente dell’anno. Costi di sviluppo ed eventuali rifiuti dell’utenza verso la nuova rete potrebbero essere arginati con un rialzo dei canoni mensili. Allo stesso tempo, Tim, Wind 3, Vodafone e Iliad potrebbero erodere le convinzioni degli utenti con una “campagna marketing persuasiva” a sostegno della migrazione verso la rete 5G.

Siamo sempre sparlando qua e là, ma non è uno scenario che va troppo oltre le previsioni. Intanto, già il solo parlare di futuri aumenti ha messo in allarme i clienti di tutti gestori. Ora la palla è nel loro campo.

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