L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 gennaio 2019

Anche il fanfulla italiano si accoda a Di Maio

Anche Salvini attacca Macron: "Tratta i migranti come bestie"

Scontro diplomatico Italia-Francia. Dopo Di Maio, pure il ministro dell'Interno contro l'Eliseo: "Nessuna lezione da Macron"

Giuseppe De Lorenzo - Mar, 22/01/2019 - 10:58

Dopo il gancio del M5S, arriva il diritto di Matteo Salvini. Italia e Francia sono sul ring e ormai suona il decimo gong.


Migranti, economia, Europa, porti, Ventimiglia: ogni occasione è buona per urlarsi in faccia reciproche accuse. Ultimo motivo del contendere, la "colonizzazione" francese del continente nero e il caso franco CFA. E se ieri Di Maio ha ribadito le sue accuse, oggi Salvini rincara la dose: "In Africa c'è gente che sottrae ricchezza quei popoli, la Francia è evidentemente tra queste".

Non è bastata insomma la reprimenda dell'Ue, che con il commissario Moscovici si è schierata al fianco di Parigi. E non è bastata neppure la reazione infastidita dell'Eliseo, che in quattro e quattr'otto ha convocato l'ambasciatore italiano per chiedere conto delle "frasi inaccettabili e senza motivo pronunciate dalle autorità italiane". Per Salvini, Parigi ha una responsabilità diretta nel caos africano alla base delle migrazioni di massa: "In Libia la Francia non ha nessun interesse a stabilizzare la situazione - dice - perché ha interessi petroliferi opposti a quelli italiani".

Insomma, una battaglia economica oltre che politica. E se il vicepremier leghista si dice "orgoglioso" di governare "un popolo generoso, solidale e accogliente", lo stesso non pensa del presidente francese e dei suoi cittadini. "Lezioni di bontà e generosità non ne prendiamo da nessuno, men che meno dal signor Macron", ribadisce il leader del Carroccio: "Non prendiamo lezioni dalla Francia che ha respinto in questi anni decine di migliaia di migranti alla frontiera di Ventimiglia, compresi donne e bambini, riportandone alcuni di notte nei boschi piemontesi e lasciandoli, come se fossero bestie".

Il Vangelo di Salvini sull'immigrazione ha un solo dogma: "Più persone partono, più ne muoiono". Equazione ovvia, sostenuta dai numeri. Da quando i flussi si sono ridotti e la Libia intercetta più barconi che in passato (anni 2016-2017), il numero di decessi sulla tratta centrale del Mediterraneo si è più che dimezzata. L'obiettivo secondario è poi quello di stroncare "il business dei trafficanti" e di chi "non scappa dalla guerra". L'Italia accoglie, ma solo i veri profughi. E chi intende chiedere asilo nel Belpaese, lo faccia attraverso i canali legali, non tentando una vana traversata del mare. "I migranti - spiega Salvini - si salvano, come ha fatto la guardia costiera libica, e si riportano indietro così la gente smetterà di pagare gli scafisti per un viaggio che non ha futuro".

Nessun commento:

Posta un commento