L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 gennaio 2019

Calabria - La Regione continua a mangiarsi la sanità è nel dna del corrotto euroimbecille Pd

«Con la sanità non puoi fare quello che cavolo vuoi»: la rabbia del ministro contro Oliverio


VIDEO | La rappresentante del dicastero della Salute avverte il presidente della Regione: «Non è un pinco pallino qualsiasi, si prende la responsabilità davanti ai cittadini di fare una cosa altamente negativa contro l'interesse dei calabresi»
di Redazione 
lunedì 14 gennaio 2019 
12:33

Giulia Grillo, ministro della Sanità

«Se lei oggi nomina i commissari delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria sta dicendo non solo che non vuole la leale collaborazione tra istituzioni ma mi dichiara proprio guerra. E questo non lo accetto minimamente perché non sono qui a scaldare la sedia. Sono venuta per cambiare le cose e lei si prende la responsabilità davanti ai cittadini calabresi e italiani, perché comunque lei è un presidente di Regione e non un pinco pallino qualsiasi, di fare una cosa altamente negativa contro l'interesse della sua sanità». Così il ministro della Salute Giulia Grillo è tornata sulla vicenda delle nomine dei vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi da parte del governatore calabrese Mario Oliverio. Dopo la lettera inviata al governatore, oggi il ministro è intervenuto in diretta dalla sua pagina facebook.

«Noi - ha aggiunto il ministro - siamo disposti, se lei mi chiama e mi dice 'ci ho ripensato', a ricominciare a collaborare. Se lei oggi procede in questa nomina per me mi sta dichiarando guerra, in senso metaforico ovviamente».

Il ministro si è poi soffermato sull'attuale situazione della sanità calabrese. «Non solo - ha aggiunto il ministro - è peggiorato anche il disavanzo, cioè ha erogato servizi peggiori spendendo di più, paradosso del paradosso. Nel 2017 il disavanzo era di 101,529 milioni e adesso di 160 mln. Ma come è possibile, direte. C'era un commissario nominato dall'ex governo, dal ministro Lorenzin, quindi in quota Pd, che evidentemente, nonostante fosse in collaborazione con un presidente di regione del Pd non è riuscito a migliorare un bel niente ed anzi insieme hanno peggiorato la situazione.

Adesso abbiamo nominato un ex generale dei carabinieri ed un manager di comprovata esperienza. I due commissari hanno incontrato Oliverio chiedendo, nell'interesse dei calabresi, di portare avanti le iniziative insieme. Cosa succede invece? Succede che Oliverio decide, in barba alla leale collaborazione, di convocare la Giunta per nominare i commissari delle aziende sanitarie, la cosa più importante attraverso la quale gestisci e controlli direttamente la sanità. Vertici che vanno a sostituire i vecchi che aveva nominato sempre lui e che sono quelli che hanno portato la sanità calabrese a peggiorare i Lea e il disavanzo».

Il ministro, rimarcando che da parte sua non c'è imposizione riguardo alle nomine, afferma che Oliverio avrebbe dovuto, «d'intesa con i commissari, nominare insieme i nuovi vertici, perché ci vuole un segnale di cambiamento. Non è possibile continuare a perseverare e spremere la sanità come un bancomat e farci quello che cavolo vuoi che vuoi, con la gente che ti muore nei punti nascita, con le infezioni ospedaliere. Perché non è che siamo tutti deficienti e non sappiamo cosa succede in Calabria e con una sanità privata che si ingrassa le tasche come se non ci fosse un domani. Non lo posso accettare perché i cittadini calabresi non sono solo calabresi, sono italiani. Siamo un popolo unito e uniti dobbiamo essere anche nell'esigere i nostri diritti. Io - ha detto il ministro - ho nominato i commissari per fare un cambiamento e se Oliverio non lo vuole, i commissari li possiamo anche levare, però i calabresi devono sapere che solo per colpa sua, per scelta sua, questa sanità non la stiamo migliorando. Presidente i commissari sono venuti per portare lo Stato in una regione dove la sanità lo Stato non lo vede più non so da quanto tempo. Certo, la nomina è una sua prerogativa ma noi non sappiamo neanche chi si appresta a nominare. E questa la chiama leale collaborazione?».

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