L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 gennaio 2019

Gli ebrei nelle terre di Palestina sono un cancro da estirpare - Sionisti sionisti sionisti

“Non dobbiamo dire ebrei, dobbiamo dire sionisti”

Scrittore palestinese alla tv di Gaza: “Oggi che tutto viene monitorato questi errori danneggiano la nostra immagine”


I palestinesi dovrebbero stare più attenti quando parlano della loro causa sui mass-media perché oggi tutto viene monitorato. Ad esempio, per indicare i propri nemici non dovrebbero mai usare la parola “ebreo” ma solo la parola “sionista”. Lo ha detto lo scorso 23 dicembre lo scrittore palestinese Mushir Al-Farra durante un’intervista alla tv Baladna di Gaza. Ricordando che al giorno d’oggi istituti come MEMRI (Middle East Media Research Institute) traducono e diffondono in inglese quanto viene affermato in arabo, Al-Farra ha fatto alcuni esempi di dichiarazioni fatte sui mass-media arabi che hanno danneggiato le “pubbliche relazioni” palestinesi.

“Non dovremmo parlare sui mass-media in un modo che ci indebolisce – ha detto Al-Farra – Ad esempio, circa la la marcia del ritorno [ai confini fra Gaza e Israele], Salah Bardawail, che è un mio amico personale e uno dei dirigenti di Hamas, un caro amico che per me è come un fratello, ha fatto tuttavia un grosso errore quando ha detto, dopo il venerdì dell’anniversario della Nakba del 15-16 maggio, che 53 dei 68 martiri erano di Hamas [si veda su MEMRI in inglese]. Venne citato da Benjamin Netanyahu, dall’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite e da vari ambasciatori che dicevano: perché la definite una rivolta popolare? È una rivolta di Hamas”. Secondo Al-Farra, con le sue parole il dirigente di Hamas “causò inavvertitamente un grave danno alle nostre pubbliche relazioni” perché costrinse i palestinesi a sostenere, sulla difensiva, che si trattava “di una rivolta popolare e non orchestrata da Hamas”.

“Questo esempio riguarda uno dei nostri leader – ha continuato Al-Farra – ma anche i giornalisti [palestinesi] si rivolgono alle persone senza considerare il quadro più ampio. Oggi tutto viene monitorato. Farò un esempio non politico. Un attivista dei mass-media di nome Momen Shwaikh conduce uno show tipo candid camera. Anche lui non intendeva [fare danni], ma in una trasmissione chiedeva alla gente: cosa faresti se vedessi un ebreo camminare per strada? Diceva ebreo, non sionista. Questa è una parola molto importante, dovremmo tenerci alla larga dalla parola ebreo“.

“MEMRI – ha poi spiegato lo scrittore palestinese – è uno dei siti web che controllano tutto. Dicono: guardate questo antisemitismo, dicono che vogliono uccidere gli ebrei. Nel 2014 uno degli eroici combattenti, il portavoce di Hamas Abu Ubeida, si rivolse a Netanyahu dicendo: tu, figlio di un’ebrea […] causando un grave danno alla nostra immagine pubblica. Avrebbe potuto dire: figlio di una sionista o figlio di assassini. Sono cose semplici, ma dovremmo tenerle a mente nei nostri mass-media”.

(Da: MEMRI, 23.12.18)

10 Gennaio 2019 

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