L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 gennaio 2019

Gli ebrei nelle terre di Palestina sono un cancro da estirpare - Combattere l'ideologia sionista che vuole il genocidio dei palestinesi è giusto diffondere queste informazioni è corretto

Torino, lezioni antisemite all’Università?


Un nuovo corso all’Università di Torino sta già (giustamente?) sollevando un discreto polverone di polemiche. Già il nome è tutto un programma.

Torino. Nuovo caso di “antisemitismo” in un’università italiana. Questa volta, però, la situazione è controversa. Non si tratta, difatti, di atti violenti od offensivi contro esponenti del popolo ebraico. Si parla di lezioni pro-Palestina. Lezioni dal titolo “Difendi la Palestina, boicotta Israele”.

“Le zecche hanno deciso di disonorare il giorno della memoria anche quest’anno” scrive su Facebook Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega al consiglio comunale di Torino. Poi continua: “Usare il sionismo come nuovo antisemitismo è da nazisti. Vergogna”. Si batte, il capogruppo leghista, contro una serie di eventi promossi nel Campus Einaudi per il “Giorno della Memoria antifascista e antisionista – Conoscere e ricordare il passato per lottare nel presente”.

I seminari, con partenza dal 10 e termine il 30 gennaio, comprenderanno:
  • “1933: patto col diavolo. Il boicottaggio ebraico della Germania e l’accordo commerciale tra nazisti e sionisti”
  • “Frontiere chiuse agli ebrei. La Shoah e le responsabilità degli Alleati: da Evian al fallimento delle operazioni di soccorso”
  • “Le stelle saranno il nostro testimone”
  • “Cinque anni nel ghetto di Varsavia” di Goldstein, che verrà letto e discusso.
Da parte sua, l’Ateneo prova a mostrarsi super partes. Vale a dire: non appoggio né l’una né l’altra “fazione”. Perché di fazioni e pensieri opposti si parla. Come sempre ormai. Come ormai accade in ogni campo. In una nota, la direzione spiega infatti che le lezioni in questione “non sono state autorizzate dal nostro Ateneo né risultano essere coinvolti singoli docenti o Dipartimenti”.

Inoltre l’associazione promotrice degli incontri “non è un’associazione o un gruppo formalmente iscritto nell’albo delle organizzazioni studentesche, per cui tale iniziativa non può, né in alcun modo deve, essere ricondotta alle attività promosse (…) dall’Università”.

E in un paese ormai governato dal tifo di partito, neanche si trattasse ogni volta di una partita di calcio fac-simile, verrebbe tristemente da aggiungere: e tu, per chi tifi?
#FacceCaso

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