L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 gennaio 2019

Il fanfullismo sta diventando una malattia trasversale nei partiti al governo

Cannabis Libera: Il Disegno Di Legge Del M5s

Il senatore Mantero ha depositato il proprio ddl sulla legalizzazione della marijuana

La riforma consentirebbe di coltivare fino a 3 piante femmine in casa propria, e di detenere fino a 15 grammi presso il proprio domicilio e 5 fuori.

By Alice Antonucci Last updated Gen 10, 2019

Depositato il disegno di legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis in Italia.

Il ddl depositato dal senatore Matteo Mantero prevede tre punti fondamentali (legati alla coltivazione, l’uso ricreativo e una differenziazione di pena in relazione alla tipologia delle sostanze) e si prefigge obiettivi che – come per gli altri stati esteri che hanno aderito alla legalizzazione – sembrerebbero poter dare buoni frutti. Lo stesso Mantero ha spiegato:

“Anche in Italia la legalizzazione della cannabis consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che ricordiamolo nel mondo il business complessivo del narcotraffico secondo le stime si attesta a 560 miliardi di euro l’anno, mentre in Italia è stimato in circa 30 miliardi di euro, pari a circa il 2% del Pil nazionale, più della metà del mercato è costituito dalla marijuana e suoi derivati.”
Legalizzare la cannabis: il disegno di legge

La questione è ancora largamente dibattuta e, mentre all’estero sono sempre di più gli stati che hanno legalizzato buona parte del mercato inerente la marijuana, in Italia solo da un anno hanno iniziato a prendere piede i cosiddetti rivenditori di erba legale (e cioè senza principi psicoattivi, se non a bassissimo dosaggio).

Stando a quanto dichiarato a La Repubblica dal senatore pentastellato, che ha avanzato la proposta di legge, oltre agli indubbi benefici che la legalizzazione potrebbe costituire per i consumatori (che potrebbero così procurarsi della merce più salutare senza dover ricorrere al mercato nero – pagando quindi la mafia) e per l’economia del paese, la legalizzazione della marijuana potrebbe non avere alcun tipo d’impatto sociale o sanitario:

“Proprio l’esperienza degli stati che hanno regolamentato in forma legale il mercato della marijuana dimostra che il numero dei consumatori non è affatto cresciuto, né è aumentato l’impatto sociale e sanitario direttamente o indirettamente connesso al consumo. A crescere sono stati solo il reddito legale e il gettito fiscale del mercato legalizzato“.

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