L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 gennaio 2019

Immigrazione di Rimpiazzo - è una tratta di esseri umani. Maschio giovane pronto ad essere sfruttato



Migranti, Frontex smonta i buonisti
Donne e bambini sono la minoranza

GEN 7, 2019 

Molto spesso l’immigrazione è vista come un battaglia ideologica. Parlarne è complesso e si rischia sempre di scadere nella retorica dei favorevoli o contrari. C’è chi ne fa una questione di accoglienza senza limiti. Ma negli ultimi tempi, specialmente dopo il picco della crisi dei migranti nel 2015, le cose sono iniziate a cambiare. In Europa, l’arrivo in massa di centinaia di migliaia di persone non è più visto come un motivo da vanto da parte di leader europei in vena di notorietà (leggere Angela Merkel), inizia a essere studiato in maniera più complessa.

Perché quello che nella migliore delle ipotesi si può considerare l’accoglienza di persone disperate – e molto spesso è così -, in altri casi rivela una trama di traffici illeciti, tratta di esseri umani, schiavitù e condizioni di vita indegne.

La retorica dell’accoglienza è quindi una lama a doppio taglio. Da una parte esalta i sentimenti più positivi nei confronti di qualsiasi essere umano. Dall’altra parte, rischia quasi sempre di negare i problemi che esistono sia per le persone che arrivano, il più delle volte abbandonate a reti criminali o all’indigenza più assoluta, sia per le comunità che accolgono.

Aver chiuso gli occhi per troppo tempo e negato che esistesse un problema legato all’immigrazione, è stato un errore che oggi pagano soprattutto i fautori non dell’integrazione, ma dell’immigrazione. Perché l’integrazione, nella stragrande maggioranza dei casi, non è stata mai il vero pilastro della politica dell’immigrazione. Si è sempre arrestato tutto al momento dell’arrivo e dell’accoglienza.

In questo gioco ideologico, la retorica ha spesso dominato incontrastata. E questo ha evitato, il più delle volte, di poter fare un discorso serio sul fenomeno migratori dal momento che i migranti sono diventati una sorta di tabù, con due verità opposte inconciliabili fra loro.

Ma per fortuna, esistono i numeri. E se questi numeri sono riportati da Frontex, cioè l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e che ha il compito di gestire le frontiere esterne dell’Unione europea, il loro significato è ancora più profondo. E merita particolare attenzione.

Come scrivevamo su questa testata, uno dei dati principali che ha fornito Frontex, è che l’immigrazione, nel Mediterraneo centrale (cioè la rotta Libia-Italia), ha registrato un calo estremamente sensibile. Parliamo di un crollo dell’80% rispetto al 2017, con 23mila arrivi di immigrati irregolari. A questi numeri, si aggiungo poi quelli dell’aumento del numero di arrivi a oriente (rotta Turchia-Grecia e Cipro) e occidente (Marocco-Spagna). In tutto, si stima che gli arrivi di immigrati irregolari nel 2018 in territorio europeo siano a quota 150mila.

Ma a questi numeri, se ne aggiungono altri che fanno riflettere. E che smontano una certa retorica “buonista” che ha per anni alimentato un’immagine non veritiera degli sbarchi e degli arrivi in Europa. Nel 2018, Frontex ha registrato per la prima volta il genere e l’età dei migranti irregolari. E già questo fa riflettere su come prima l’Unione europea non abbia voluto valutare elementi invece utilissimi per comprendere meglio i flussi migratori.

Il fato che ha registrato Frontex, è che le donne sono il 18% del totale di attraversamenti irregolari da Paesi terzi. Le persone che si sono dichiarate minorenni (si badi, non che lo sono ma che si sono dichiarati tali) sono circa il 20%. I minori non accompagnati registrati sono stati circa 4mila.

Questi numeri forniti dall’Unione europea dimostrano, forse inequivocabilmente, che l’immigrazione irregolare nel Mediterraneo è stata ben diversa da quanto dipinto da una certa schiera di fautori dell’accoglienza tout-court. Gli uomini adulti rappresentano la netta maggioranza di chi è arrivato clandestinamente in Europa. E il fatto che l’agenzia europea parli di chi si è dichiarato minore di 18 anni, rende ancora più verosimile che il numero dei minorenni sia da rivedere al ribasso.

La questione quindi è che ci troviamo di fronte a un fenomeno migratorio che, nella migliore delle ipotesi, è stato male interpretato. L’immigrazione è un fenomeno estremamente complesso e che non può essere letto con le lenti dell’ideologia: tanto meno della retorica dell’accoglienza.

In questo senso, famiglie che sono arrivate con mezzi di fortuna in Europa sono pochissime se solo un quinto delle persone è di sesso femminile. E se i minori sono ancora di meno, è la dimostrazione che quello che è avvenuto in questi anni non può essere catalogato come il flusso di famiglie, donne e bambini. C’è anche dell’altro. E lo dimostrano le immagini e le inchieste che in questi anni hanno garantito informazioni e documenti sul fenomeno migratorio. Per anni, chi ha provato a smontare quest’immagine del fenomeno migranti è stato accusato di non dire la verità. Adesso a dirla è Frontex: non certo un movimento di stampo sovranista.

http://www.occhidellaguerra.it/frontex-migranti-donne-minori/

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