L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 gennaio 2019

La coerenza del fanfulla Salvini è a corrente alternata dipende dalle convenienze politiche, niente principi niente valori, solo continua e perpetua campagna elettorale

Matteo Salvini, perché il leader leghista non segue la "crociata antimperialista" di Di Maio contro la Francia

23 Gennaio 2019


Matteo Salvini ha a lungo polemizzato con la Francia sulla questione immigrazione, anche usando toni molto duri. Negli ultimi giorni, però, ha evitato di seguire Luigi Di Maio nella "crociata antimperialista" contro Parigi e il suo presunto sfruttamento di molti Paesi africani alla stregua di colonie. Certo, la polemica pare assolutamente strumentale a fini elettorali, anche se intende "velare" di un manto di sinistra la politica dei porti chiusi sostenuta dal governo e il rifiuto all'accoglienza dei migranti.

Ma, secondo quanto sostiene Sergio Soave su Italia Oggi, Matteo Salvini ha un ulteriore motivo per non andare a muso duro contro la Francia e i suoi interessi oltremare: l'intesa elettorale in vista delle elezioni europee con Marine Le Pen e il suo ressemblement National, partito di ultra-destra che sicuramente non gradirebbe un alleato "di sinistra" e che faccia le pulci a Parigi nei rapporti con l'Africa. E senza i voti della Le Pen, Salvini in Europa non va da nessuna parte.

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