L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 gennaio 2019

La Francia e la Germania si chiamano fuori dall'Unione Europea vorrebbero spartirsi i seggi all'Onu che invece deve essere degli europei tutti

Conte alla Francia: ‘Seggio Onu vada all’Ue, non ad un singolo Stato’

Silenzi e Falsità POSTED ON GENNAIO 23, 2019


“È paradossale che proprio mentre si crea un campione europeo della cantieristica per competere più efficacemente sui mercati mondiali come il gruppo Fincantieri-Stx, da parte della Francia si coinvolga la Commissione europea in modo così ambiguo. La logica di questo atteggiamento appare davvero poco comprensibile”.

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a margine del World Economic Forum di Davos, parlando della situazione del gruppo navale in seguito all’avvio della procedura da parte dall’Antitrust europeo sulla fusione tra i due gruppi.

Il premier ha anche affrontato la questione del seggio permanente della Francia all’Onu:

“Se la Francia vuole mettere a disposizione il proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU parliamone e facciamolo nel contesto europeo, se davvero vogliamo dare importanza a tale contesto. Il nostro obiettivo non può essere quello di dare un seggio permanente in più a un singolo Parse europeo. Altrimenti ammettiamolo con franchezza: esiste una ‘retorica europeista’ che però l’Italia non è più disposta ad assecondare,” ha detto.

“Parliamo tanto di ideali europei, ma poi bisogna essere coerenti, altrimenti non si è più credibil. Parliamo tanto di ideali europei, ma poi bisogna essere coerenti, altrimenti non si è più credibili,” ha concluso Conte.

Il presidente del Consiglio faceva riferimento al trattato firmato tra Francia e Germania ad Aquisgrana, che comprende, tra le altre cose, “l’impegno francese per riservare un seggio permanente per la Germania alle Nazioni Unite,” come ha spiegato il politologo e germanista Angelo Bolaffi al Fatto Quotidiano.

Si tratta di “un’opzione non gradita certamente agli Stati Uniti e ad altri governi europei, in special modo a quello italiano, Paese fondatore di grande importanza che così rimarrebbe un passo indietro a livello europeo rispetto a Francia e Germania. L’altra opzione sarebbe convertire il seggio francese in seggio europeo, ma non credo sia al momento un’opzione sul tavolo,” ha detto Bolaffi.

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