L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 gennaio 2019

La massoneria non riesce a capacitarsi di avere subito una sconfitta così cocente, dichiarare di essere massone se lavori nella pubblica amministrazione. Parrebbe una dichiarazione innocente di trasparenza e chiarezza ma è evidente che non è così, prendi il magistrato che dovrebbe dichiarare uno stato del genere... risponde all'associazione simil segreta o allo stato

NELLA SALA MATTARELLA DI PALAZZO DEI NORMANNI
Massoneria, convegno con il Gran Maestro Bisi all’Ars

Stefano Bisi

8 gennaio 2019

Non si chiude il dibattito sulla legge approvata dall’Ars che stabilisce l’obbligo per gli eletti di dichiarare la propria appartenenza alla massoneria. A Palazzo dei Normanni arriva ilGran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, ospite di un convegno che si terrà il 9 gennaio nella Sala Mattarella, alle 10:30, il cui tema eloquente è “liberi di associarsi”. Il riferimento è appunto alla legge sulla massoneria approvata recentemente dall’Ars. Ci sarà anche il Presidente dell’Ars Gianfranco Micciché.

L’approvazione della legge a sala d’Ercole aveva dato la stura alle polemiche, con due deputati regionali, Eleonora Lo Curto e Antonio Catalfamo, che avevano attaccato il provvedimento: “Una legge ingiusta, iniqua e discriminatoria va contrastata con tutti i mezzi possibili – avevano affermato in una nota congiunta i due – Abbiamo dato questa valutazione alla legge regionale 18 del 2018 e per tale ragione abbiamo depositato, presso la presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, una dichiarazione con la quale rinunciamo al termine di 45 giorni per dichiarare l’eventuale appartenenza a logge massoniche”.

“Comprendiamo che ora ci troviamo nella condizione di soggetti passibili di sanzione da parte del presidente dell’Ars, ma la nostra odierna determinazione deriva dalla consapevolezza di agire in ossequio alla Costituzione Italiana ed ai principi di ‘non discriminazione’ e di ‘tutela della libertà di associazione’ previsti e sanciti dagli articoli 3 e 18”. Entrambi avevano anche annunciato di ricorrere alla Corte costituzionale contro la legge.

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