L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 gennaio 2019

Mattarella Mattarella non si può parlare di Auschwitz se non si parla dell'attuale occupazione degli ebrei sionisti delle terre di Palestina e del genocidio quotidiano dei palestinesi

Giorno della memoria, Shoa/ il presidente Mattarella al Quirinale “La Costituzione bandisce nazionalismo esasperato”

24.01.2019, agg. alle 16:24 - Dario D'Angelo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno (LaPresse)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato quest’oggi in Quirinale in occasione del Giorno della Memoria, in ricordo dei milioni di ebrei trucidati e uccisi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. «La nostra Costituzione – un passaggio importante del discorso tenuto dal capo dello stato al Colle –ha bandito ogni principio di nazionalismo esasperato, di negazione della libertà di coscienza e di repressione del dissenso che furono alla base del progetto di società nazista». Il presidente si è quindi soffermato sulla questione nazista, sottolineando come le persecuzioni nei confronti degli ebrei, messe in atto da Adolf Hitler e da tutti i suoi adepti: «Si iscrivevano in un progetto di società – ha proseguito – basato sul predominio dei popoli cosiddetti forti e puri sui popoli deboli, su un nazionalismo esasperato nemico della convivenza, sulla guerra come fonte di rigenerazione e di grandezza, su un imperialismo alimentato da delirio di onnipotenza, sulla sottomissione dell’individuo allo Stato, sulla negazione della libertà di coscienza, sulla repressione feroce di ogni forma di dissenso». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GIORNO DELLA MEMORIA: IL DISCORSO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Sono parole dense di significato quelle pronunciate sulla Shoah da Sergio Mattarella durante le celebrazioni al Quirinale del Giorno della Memoria. Come riportato dall’Ansa, il Presidente della Repubblica ha dichiarato:”Noi italiani abbiamo il dovere morale” non solo i ricordare ma anche “di combattere, senza remore e senza opportunismi, ogni focolaio di odio, di antisemitismo, di razzismo, di negazionismo, ovunque esso si annidi. E di rifiutare, come ammonisce sempre la senatrice Liliana Segre, l’indifferenza: un male tra i peggiori“. Mattarella ha fatto anche un riferimento (neanche troppo velato) al falso dei Savi di Sion rilanciato dal senatore M5s Elio Lannutti:”La riproposizione di simboli, di linguaggi, di riferimenti pseudo culturali, di vecchi e screditati falsi documenti, basati su ridicole teorie cospirazioniste, sono tutti segni di un passato che non deve in alcuna forma tornare e richiedono la nostra più ferma e decisa reazione”,

MATTARELLA, “AUSCHWITZ INFERNO IN TERRA”

Uno dei passaggi più sentiti del discorso pronunciato sulla Shoah da Sergio Mattarella al Quirinale per celebrare il Giorno della Memoria è stato quello dedicato al campo di concentramento di Auschwitz:”Auschwitz, il più grande e più letale dei campi di sterminio – con le sue grida, il suo sangue, il suo fumo acre, i suoi pianti e la sua disperazione, la brutalità dei carnefici – è stato spesso, e comprensibilmente, descritto come l’inferno sulla terra. Ma fu, di questo inferno, solo l’ultimo girone, il più brutale e perverso. Un sistema infernale che ha potuto distruggere milioni di vite innocenti nel cuore della civiltà europea, soltanto perché, accanto al nefando pilastro dell’odio, era cresciuto quello dell’indifferenza”. Quel male, ha spiegato Mattarella, “alberga nascosto, come un virus micidiale, nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, a distruggere, appena se ne ripresentino le condizioni. Quando il benessere dei popoli o gli interessi delle maggioranze, si fanno coincidere con la negazione del diverso – dimenticando che ciascuna persona è diversa da ogni altra – la storia spalanca le porte alle più immani tragedie”.

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