L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 gennaio 2019

Nicola Gratteri - Il Sistema massonico mafioso politico, il Partito dei Giudici sono avvelenati, solo l'ombra di questo magistrato non li fa dormire tranquilli. Vogliono l'attentato, vogliono ucciderlo. Fanfulla Salvini, ministro Bonafede siete avvisati e sarete, eventualmente, corresponsabili.

Allarme attentati, scatta il piano per proteggere Gratteri: blindata al Procura di Catanzaro
21 Gennaio 2019

Rafforzate le misure di sicurezza intorno all’area del palazzo di Giustizia che ospita gli uffici della Dda ma anche la Corte d’Appello e la Procura generale


La sicurezza di Nicola Gratteri e dei magistrati a lavoro nella Procura distrettuale antimafia di Catanzaro prima di tutto. Dalle parole si è passati ai fatti seguendo le disposizioni adottate da un’apposita task force interforze riunitasi lo scorso 28 novembre.

Stop a parcheggi e soste selvagge. Aumentare le misure di sicurezza per l’area esterna al palazzo che ospita la Procura della Repubblica di Catanzaro, la Procura generale e la Corte d’Appello era stato il diktat lanciato in base alle relazioni presentate dagli esperti. Da qui un lungo elenco di interventi da effettuare trasmesso al Comune di Catanzaro. Così per proteggere Gratteri e gli altri magistrati impegnati in prima linea sul fronte del contrasto alla ‘ndrangheta e al malaffare si è deciso di alzare il livello di allerta disponendo una serie di misure di sicurezza ben precise: divieto di parcheggiare intorno all’edificio ma anche divieto di sosta lungo via Paparo e via Argento. Previsto l’utilizzo di paletti dissuasori e il servizio di rimozione forzata per evitare la sosta selvaggia. Restano invece gli spazi riservati ai mezzi militari e, in particolare, a quelli della polizia penitenziaria e della guardia di finanza.

Misure di sicurezza. Procura dunque ancor più blindata dopo il primo intervento delle scorse settimane che ha portato alla bonifica dell’intera area attraverso l’eliminazione dei cassonetti della spazzatura e sigilli ai tombini. Nulla deve essere lasciato al caso e nelle prossime ore sarà potenziato e ulteriormente rafforzato il sistema di videosorveglianza intorno al palazzo di giustizia.


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