L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 gennaio 2019

Non è responsabilità di Savona se i giornalisti giornaloni Tv a martello vogliono la manovra correttiva, annunciata e richiesta sempre da loro nel medesimo giorno che il governo chiudeva sul reddito di cittadinanza e pensioni 100

Paolo Savona strapazza Bankitalia: stime “scandalo” sul Pil

22 gennaio 2019


Che cosa ha detto il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, nel corso di un convegno sulle recenti previsioni del Pil elaborate dalla Banca d’Italia

“A seguito della previsione di crescita dello 0,6% di Bankitalia è tornata la fissazione, che considero una malattia mentale, che si debba fare una manovra correttiva, il che vuol dire ridurre gli investimenti, invece di farli”. Lo ha detto il ministro degli Affari europei Paolo Savona nel corso di un convegno, aggiungendo che la stima dello 0,6% “è inaccettabile” perché “esistono gli strumenti per fronteggiare” questa situazione.

LO SCANDALO PER PAOLO SAVONA

Intervenendo a un convegno sulle infrastrutture energetiche organizzato da Confindustria Energia, Savona è tornato – si legge in un lancio dell’Ansa – sullo “scandalo” delle stime della Banca d’Italia e ha sottolineato che “il futuro ce lo dobbiamo costruire noi”, quindi occorre “fare investimenti, che non sono un mio pallino, ma la variabile strategica del Paese”.

I RILIEVI SULLE STIME DELLA BANCA D’ITALIA

Infatti, ha aggiunto, la previsione di crescita dello 0,6% è uno scenario “in cui non si fanno investimenti”, mentre aumentandoli “dell’1% cresceremmo almeno dell’1% in dodici mesi”. A questo proposito, Savona si è augurato che il tema degli investimenti sia centrale “nelle prossime elezioni europee, nella composizione della futura commissione Ue e nella nomina al vertice della Bce”.

I NUOVI STRUMENTI DA SEGUIRE

Il ministro ha anche parlato di una delle materie di cui si è occupato per anni come docente universitario ed esponente di rilievo della Banca d’Italia: “Esistono strumenti nuovi che possono darci previsioni migliori rispetto agli attuali modelli econometrici”. Lo ha detto il ministro degli Affari europei Paolo Savona nel corso di un convegno di Confindustria energia. Secondo Savona, infatti, “le previsioni econometriche appaiono come qualcosa che incombe nel Paese come un bicchiere mezzo vuoto”.


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