L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 gennaio 2019

NoTav - non è la prima volta che il Sistema Massonico mafioso politico per far prevalere la sua linea la impone con metodi ambigui che fanno diventare bianco il nero e viceversa. Le stragi in Italia sono nella memoria per condizionare in un verso o nell'altro l'opinione pubblica

mercoledì 23 gennaio 2019 - Aggiornato alle 18:23

Tav, sale la tensione: buste con proiettili e minacce alle agenzie di stampa e all’ex senatore Pd Stefano Esposito

Di Redazione TPI 22 Gen. 2019


Quattro buste contenenti proiettili e minacce indirizzate all’ex senatore Pd Stefano Esposito e alle agenzie di stampa Ansa e LaPresse, sono state intercettate al centro di smistamento delle poste di Torino. Le missive sono state poste sotto sequestro, con la digos che indaga per risalire al mittente.

Le quattro buste erano indirizzate al prefetto di Torino, Claudio Palomba, e contengono “messaggi sulla Tav”.

Già in passato Esposito, da sempre favorevole alla Torino-Lione, era stato oggetto di lettere minatorie. Nel luglio 2013 il parlamentare aveva trovato nella buca delle lettere della propria abitazione una missiva contenente esplicite minacce, firmata con una stella a cinque punte.

“Stefano Esposito è un uomo coraggioso. Ha fatto battaglie controcorrente in Parlamento e fuori: a favore della TAV e contro la violenza di alcuni che si oppongono all’opera. Con la stessa grinta ha combattuto il cartello mafioso di Ostia e si è battuto contro alcune famiglie come gli Spada” è il messaggio di solidarietà, su Facebook, dell’ex premier Matteo Renzi.


“Oggi a Esposito sono arrivate minacce serie dai NO TAV” continua Renzi. “Voglio dare un abbraccio alla sua famiglia, innanzitutto, perché in questi casi i primi a rimetterci sono proprio le persone più vicine. E voglio dire a Stefano che noi non lo lasceremo solo. Mai”.

Dura anche la reazione del Pd di Torino: “Quanto è accaduto è raccapricciante e da condannare fermamente. Ci auguriamo che gli investigatori facciano luce quanto prima sull’accaduto individuando i responsabili, autori di un gesto così vile”.

Solidarietà all’ex senatore e ai giornalisti delle due agenzie di stampa sono arrivate anche dalla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha parlato di “ignobile gesto intimidatorio”.

“In nessun caso”, commenta Appendino, “possono essere accettate azioni che escano dal perimetro del dibattito politico”.

Intanto continua a tenere banco, a livello politico, lo scontro tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico dopo il duro attacco di Alessandro Di Battistache durante la trasmissione Che tempo che fa ha lanciato il sospetto di “intercettazioni di ‘ndranghetisti per le quali, per come conosco il Paese, non si vuole uscire dalla Tav perché qualcuno si è già ‘steccato’ delle tangenti, che ai tempi attuali hanno la forma più delle consulenze”.

“A cosa si riferisce bisognerebbe chiederlo a lui. Così, se lo dice, se è il caso lo si può querelare”. Cosi il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino ieri al termine della riunione dell’Osservatorio sulla Tav in prefettura a Torino è intervenuto a proposito delle dichiarazioni rese da Di Battista in studio da Fabio Fazio.

“Sarebbe opportuno avere un riferimento non troppo generico” ha aggiunto “perché così qualcuno di noi può avere gli strumenti per fare querela e finalmente si andrà nelle sedi opportune a chiarire la questione”.

E anche le “madamin”, le organizzatrici delle due manifestazioni del 10 novembre 2018 e del 12 gennaio 2019 a favore dell’opera, si sono scagliate contro Di Battista: “Le sue insinuazioni sono gravissime. Ci riteniamo offese insieme a tutti coloro che sostengono il completamento dell’opera”.

“Ci abbiamo messo la faccia” aggiungono “e sappiamo chi siamo. Così hanno fatto le 40mila persone che sono scese in piazza. Allora in piazza c’era la ‘ndrangheta?”.

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