L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 gennaio 2019

NoTav - non non non ci sono sanzioni le bufale di chi scambia lo sviluppo per un buco in una montagna

Tav, i Verdi europei con Toninelli: "Giusto stop, sanzioni Ue sono una bufala"

Tav, i Verdi europei con Toninelli: "Giusto stop, sanzioni Ue sono una bufala"

Il partito ambientalista: “Opera non prioritaria e basata su stime di traffico esagerate. Al Governo italiano due forze con programmi contraddittori”

Redazione Bruxelles29 gennaio 2019 18:12

Di fronte a un governo che tentenna, gli attivisti No Tav ritrovano in Europa una voce nettamente contraria alla tratta ad alta velocità tra Torino e Lione. Gli ambientalisti ribadiscono che “il tunnel della Valsusa non sia un’opera prioritaria né per l’Italia né per la Francia né per l’Europa”. Smentiscono inoltre lo spauracchio delle sanzioni dell’Ue in caso di mancato completamento dell’opera. L’ipotesi dello stop definitivo ai lavori viene anzi auspicata nella dichiarazione congiunta della co-presidente del Partito verde europeo, Monica Frassoni, e dell'eurodeputata dei Verdi francesi, Karima Delli, che presiede la commissione Trasporti all’Eurocamera.

Tunnel inutile

“Il governo italiano sta da mesi cercando l’accordo fra due forze politiche dai programmi completamente contraddittori”, attaccano le due esponenti ecologiste. “Sono ormai 8 mesi che stiamo aspettando che l’analisi costi e benefici venga a nutrire un dibattito che è oggi ideologico e spesso slegato dai dati di fatto concreti”, sottolineano Frassoni e Delli.

Mettono in dubbio l’utilità dell’opera, pensata, si legge, “sulla base di stime di traffico in gran parte esagerate” che si riferivano alle quantità di merci trasportate negli ultimi vent’anni del ‘900: “Sulla linea attuale era di 7/10 milioni di tonnellate, mentre oggi si è ridotto a 3 milioni di tonnellate”.

Frassoni e Delli puntano il dito contro il nome stesso dell’infrastruttura, ritenuta strategica dai governi precedenti: “Non si tratta”, scrivono, “di una nuova linea ferroviaria ad alta velocità”. “Del progetto originario di una linea ad alta velocità lunga 270 km”, spiegano le due ambientaliste, “quello che rimane oggi è solo il tunnel della Valsusa, lungo 57,5 km”.

La "bufala" delle sanzioni Ue

“Non c’è inoltre alcun pericolo di sanzioni da parte dell'Unione europea”, rassicurano i Verdi, che all’Europarlamento contano 52 deputati. “L’Ue - si legge - aveva deciso di finanziare solo opere preliminari e studi per 813 milioni di euro, in relazione al bilancio pluriennale 2014-2020, chiaramente insufficienti per coprire tutta l’opera”. “Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito a quali opere andranno i fondi del bilancio 2021-2027”, scrivono le due esponenti degli ecologisti europei, concludendo sul tema che “ciò significa che non sono ancora stati stanziati nuovi fondi e che non ci sono sanzioni da pagare”. 

Delli e Frassoni sperano invece in un potenziamento della linea ferroviaria già esistente, “che ha un potenziale pari a 20/21 milioni di tonnellate l’anno”. “Non c’è alcuna giustificazione economica”, conclude il comunicato dei Verdi, “né tantomeno ambientale, per la costruzione di un ulteriore valico, quando si può puntare sulla linea attuale”.

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