L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 gennaio 2019

NoTav - un'opera inutile costosa dannosa dopo trent'anni ancora il Frejus guarda ancora immobile

14 GENNAIO 2019 / 19:35 / UN GIORNO FA
Tav, Di Maio: se opera non sta in piedi non si fa

ROMA (Reuters) - Se dall’analisi costi-benefici sull’Alta velocità Torino-Lione dovesse venire fuori una valutazione negativa, l’opera non sarà portata a termine.

A dirlo è il vice premier e leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, rispondendo in diretta Facebook alle domande dei giornalisti a Strasburgo.

“Se dei tecnici ci dicono che quell’opera non sta in piedi, ditemi che senso ha fare un’opera che non sta in piedi. Io credo che dobbiamo essere anche molto lineari, la soluzione migliore è sempre quella più semplice”, ha detto Di Maio, che è anche ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“L’unica cosa che so è che c’è un’analisi costi-benefici, che se ci dirà che non sta in piedi l’opera non si fa”, ha aggiunto.

Sull’ipotesi di consultare i cittadini attraverso un referendum, come suggerito dagli alleati di governo della Lega da sempre favorevoli all’opera, Di Maio dice: “Io non ho ancora capito come lo si voglia celebrare questo referendum, con quali firme, in quale sede, comunale, regionale...”.

In un’intervista rilasciata oggi a Reuters, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, anche lui del Movimento 5 stelle, ha detto che il governo è al lavoro per chiudere il dossier prima delle elezioni europee.

(Angelo Amante)

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