L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 gennaio 2019

Si dispiega veleggia l'ideologia dei gesuiti, accarezzare e ingraziarsi il potere dovunque si trovi, il buio della notte non mette paura agli Illuminati

IL MESSAGGIO
Papa Francesco, i massoni lo applaudono: siamo con te

10 Gennaio 2019


«Tutti i massoni del mondo si uniscono alla richiesta del Papa per la fraternità tra persone di diverse religioni»: il messaggio d' apertura alla Chiesa Cattolicaguidata da Jorge Mario Bergoglio proviene dal mondo della massoneria spagnola. A rilanciarlo è anche il profilo Twitter della Gran Logia de España, che ha accolto entusiasticamente il messaggio di Natale del Pontefice. La cosa non deve destare eccessivo stupore: se durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI i rapporti tra il Vaticano e le principali logge europee erano di reciproca diffidenza, da qualche anno a questa parte la situazione sembra essere mutata.

A documentarlo (lo scorso novembre) è stato anche il sito del nostro quotidiano, ricordando un intervento del cardinale Gianfranco Ravasi sul Sole 24Ore (14 febbraio 2016), dal titolo piuttosto eloquente: "Cari fratelli massoni". All' epoca, diversi giornalisti interpretarono la cosa come un tentativo di stabilire un contatto fra due mondi un tempo lontani.
Non a caso, il vescovo di Noto Antonio Staglianò partecipò a un convegno organizzato dal Grande Oriente d' Italia a Siracusa il 12 novembre 2017, mentre a Gubbio (ottobre 2018) l' Acli locale e la sezione umbra del Grande Oriente organizzarono un evento assieme, come avvenne a Matera pochi giorni dopo.


Secondo gli osservatori più critici, a favorire questa "sinergia" sarebbe una visione anti-identitaria della Chiesa. Insomma, l' auspicio di una determinata corrente politico-ideologica (più vicina al mondialismo e a una concezione di "fratellanza universale" capace di superare le differenze politiche, culturali, nazionali e persino religiose) è che sia proprio Papa Francesco a imprimere tale cambio di paradigma.

Come riportato dal giornalista e saggista Aldo Maria Valli all' interno del suo blog, «nel suo messaggio natalizio dalla loggia centrale del Vaticano - scrivono i massoni del Grande Oriente Español - Papa Francesco ha chiesto il trionfo della fratellanza universale tra tutti gli esseri umani». Il passaggio chiave, secondo la loggia iberica, sarebbe il seguente: «E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l' amore, l' accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture, ma tutti fratelli in umanità!
Allora le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza».

In effetti, se si opera una semplificazione, il concetto espresso non si discosta più di tanto dai messaggi politici degli esponenti liberal e di area democratica.

Sempre Valli ricorda l' attestato di stima espresso da Gustavo Raffi (Gran Maestro del Grande Oriente d' Italia fino al 2014) all' indirizzo di Bergoglio: «Osserviamo con attenzione e rispetto come questo papa stia accelerando i tempi di un cambiamento epocale entro l' orizzonte di strutture tradizionalmente restie ad accogliere i fermenti di innovazione. E di riflesso il suo influsso si riverbera ben oltre i confini delle sagrestie».

di Andrea Emmanuele Cappelli

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