L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 gennaio 2019

Sicilia - Palazzo dei Normanni - Massoneria-Cosa Nostra-politica stretti stretti in un bacio d'amore

LA POLEMICA
Miccichè: "Governo Conte terribile 
Di Maio? Ha fatto una grossa m..."



Il presidente Ars e leader di FI: "Salvini? Non l'ho capito. Il ministro grillino non sa cosa sono i gilet gialli. Massoni benvenuti a Palazzo".

PALERMO - “Questo governo è terribile”. Non ha mezze misure il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè nel giudizio sul governo gialloverde di Roma. E non risparmia colpi per nessuno dei due esponenti principali dell’esecutivo: il vicepremier e ministro dell’Interno, il leghista
Matteo Salvini, e l’altro vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, il grillino Luigi Di Maio. “Tutto sommato – prosegue il commissario regionale di Forza Italia – ho sempre trovato qualcosa di positivo nei governi nazionali, anche in quelli della sinistra: c’era sempre comunque almeno un ministro che apprezzavo o un’idea che trovavo stuzzicante. Questi invece sono veramente terribili”.

Miccichè, per prima cosa, ha chiesto alla stampa di farsi portavoce presso Salvini per qualcosa che lo ha lasciato perplesso: “Fatemi spiegare bene da Salvini – ha detto – che vuol dire, in merito al reddito di cittadinanza, ‘preferisco i neri disoccupati a quelli feriti’. È una cosa che mi incuriosisce molto, non l’ho capita davvero. E siccome non mi considero con una intelligenza media inferiore agli altri, anzi mi considero superiore con poco vanto, devo pensare che per non averlo capito io vuol dire che è stato poco chiaro”.

Il presidente dell’Ars, allo scoppio dello scontro istituzionale tra il ministro dell’Interno e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sul decreto Sicurezza era intervenuto proponendo l’istituzione di una sottocommissione all’Ars sul tema dei migranti. “Fino a oggi ho incontrato Claudio Fava (il presidente della Commissione regionale Antimafia, ndr) e mi ha annunciato che al primo giorno disponibile interverrà in Aula su questo argomento e svilupperemo un dibattito parlamentare. Valuteremo se sarà necessaria una sottocommissione dell’antimafia. Io ritengo di sì, perché nel mondo dell’immigrazione c’è tanta mafia, sicuramente tanti lati oscuri, e se con la nostra sottocommissione potessimo trovarne alcuni e denunciarli sarebbe un ottimo risultato”.

Anche per il ministro Di Maio, Micciché ha un messaggio: “Sui gilet gialli ha fatto una grossa min******. Si è fatto dire ‘fatti i c**** tuoi’ solo perché ha dovuto dire la sua a tutti i costi. Secondo me, tra l’altro, Di Maio nemmeno lo sa cosa sono i gilet gialli, a parte quello che ha letto sui giornali. Il punto è che cercano di vendere la Casaleggio & associati a chiunque”.

Poco prima di incontrare la stampa, il presidente dell’Ars aveva portato i suoi saluti al convegno “Liberi di Associarsi”, sul tema della massoneria, a cui ha partecipato anche il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. “Siete i benvenuti a Palazzo dei Normanni – ha detto Miccichè –. Non sono massone e nessuno della mia famiglia lo è, ma sono un liberale vero e considero la nostra legge sulla massoneria una legge inutile, ma, nel mio ruolo, non ho potuto far altro che assistere al dibattito parlamentare. Saremo davvero liberi soltanto quando in tanti dichiareranno di appartenere alla massoneria”.

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