L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 gennaio 2019

Vaccinazioni-autismo - La Cassazione sfarfalla, un giudizio basato su dati scientifici esula dal caso concreto. L'autismo si è manifestato dopo le vaccinazioni e ci mancherebbe altro che si volesse provocare con il vaccino l'autismo


Non c’è nesso di causalità tra vaccini e autismo. La Cassazione conferma l’archiviazione di due denunce presentate dai genitori di una bambina di Milano 

22 gennaio 2019 dalla Redazione


La Corte Cassazione ha dichiarato inammissibili “per manifesta infondatezza” i ricorsi di una coppia di genitori che si opponevano al decreto di archiviazione, disposto dal gip del tribunale di Milano del 4 settembre scorso, della loro denuncia per per lesioni e abuso d’ufficio ai danni della loro figlia, affetta da autismo infantile. Patologia che, ad avviso dei genitori, si sarebbe sviluppata a causa delle vaccinazioni obbligatorie a cui era stata sottoposta la bimba.

La Commissione medica ospedaliera di Milano nel febbraio 2016 aveva ritenuto “fortemente probabile la sussistenza del nesso di causalità tra le vaccinazioni obbligatorie e le infermità della bambina” con il riconoscimento di un indennizzo, ma poco tempo dopo il provvedimento era stato “annullato in autotutela”. I genitori avevano dunque presentato una denuncia per lesioni contro ignoti, per quanto riguarda l’esecuzione delle vaccinazioni, e un’altra per abuso d’ufficio nei confronti della stessa Commissione medico ospedaliera.

Secondo la Cassazione il gip di Milano ha agito correttamente archiviando entrambe le denunce “in quanto l’annullamento in autotutela del primo provvedimento era stato adottato in conformità alle direttive ministeriali, fondate sulle risultanze dei più recenti studi epidemiologici, quindi, nell’ambito di una valutazione discrezionale, di natura tecnica, non sindacabile in sede penale”.

Per la Suprema Corte è corretto, inoltre, ritenere “che la base valutativa, costituita da dati scientifici, e l’allineamento agli stessi in sede di revisione del precedente giudizio espresso escludevano l’ingiustizia del danno e, anche a voler ritenere sussistente una violazione di legge, mancava un qualsiasi indizio che potesse far prospettare che la pretesa condotta irregolare si inserisse in un contesto di obiettiva volontà di ‘abuso’, consistente nel voler intenzionalmente provocare un danno ingiusto”.

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