L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 febbraio 2019

Certo bisogna salvare l'azione di governo dall'attacco del Partito dei giudici sempre funzionali al Sistema massonico mafioso politico e quindi il fanfulla Salvini, ma la Lega si sta dimostrando quello che è un'apparato di governo che più che combattere il Sistema ne vuole far parte integralmente e sostituire al livello politico il corrotto euroimbecille Pd, noi pensavamo che questo sarebbe stato il ruolo del M5S che è invece più coriaceo delle presupposte aspettative


La base M5S grazia Salvini. Non va processato per 7 elettori grillini su 10. Il sondaggio Gpf sul dilemma dei Cinque stelle: “Meglio il No che far cadere il Governo” 

2 febbraio 2019 di Antonio Pitoni


Gli italiani si schierano con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Per il 62% del campione interpellato nell’ultima rilevazione di Gpf Inspiring Research per La Notizia, il vicepremier non va processato. Un verdetto arrivato al termine di una settimana segnata dal caso della nave Diciotti, con la richiesta di autorizzazione a procedere (per sequestro di persona) avanzata nei suoi confronti dal Tribunale dei ministri di Catania, che soffia vento nuovo in poppa alla Lega. Consentendo al Carroccio di capitalizzare un altro 0,4% rispetto alla precedente rilevazione e di proiettarsi al 32,2% nelle intenzioni di voto mentre resta sostanzialmente stabile (28,3%) il Movimento Cinque Stelle. Con la maggioranza gialloverde che veleggia saldamente al comando con un consenso del 60,5% (+0,5%).

Ma non è tutto. Se il 67% degli italiani si è detto a conoscenza della vicenda Diciotti e del rischio che Salvini possa finire sotto processo (il 22% non sa, l’11% è senza opinione), a sorprendere di più sono i risultati del secondo quesito (vedi grafico al centro) posto alla parte del campione informata della richiesta di autorizzazione a procedere pendente sul titolare del Viminale. Il 62% degli interpellati si è dichiarato “contrario a processare il ministro dell’Interno” (34% favorevole, 4% senza opinione). E non finisce qui. Ponendo infatti la stessa domanda alla sola base M5S, ben il 68% (quasi 7 elettori su 10) si è espresso contro il giudizio a carico del leader della Lega.

“Percentuale che tocca la quota più alta tra gli elettori del Centrodestra (88%) e, come era prevedibile, quella più bassa nell’elettorato del Centrosinistra (14%)”, spiega il presidente e amministratore delegato di Gpf, Roberto Baldassari. “Più complessa, invece, la lettura del sentimento profondo degli elettori del Movimento 5 Stelle – aggiunge – che, con il 68% delle preferenze, si schiera contro il processo a Salvini, forse temendo che possa minare in maniera irreversibile il futuro del Governo giallo-verde”.

Una lettura che potrebbe contribuire a sciogliere le riserve dei senatori M5S, alle prese con la grana dell’imminente voto (prima in Giunta poi in Aula) sull’autorizzazione a procedere, alimentate proprio dal timore che un No al processo per Salvini possa provocare contraccolpi negativi nel proprio elettorato, per di più a pochi mesi dalla sfida per le Europee. Quel che è certo è che il caso Diciotti e il dibattito sulla delicata posizione del ministro dell’Interno, hanno finito per condizionare anche le rilevazioni settimanali sulle intenzioni di voto dell’elettorato.

A cominciare dal nuovo passo in avanti del Carroccio, trainato dal diffuso sentimento pro Salvini nel Paese. “Di conseguenza registriamo nelle intenzioni di voto dell’opinione pubblica italiana un incremento dello 0,4% che porta la Lega, primo partito italiano, a quota 32,2% – spiega ancora Baldassari -. Tiene il Movimento Cinque Stelle, secondo al 28,3%, seguito dal Partito democratico che, questa settimana, lascia sul terreno elettorale lo 0,3%, scendendo al 16,5% in attesa del nuovo segretario”.

E sul fronte del Centrodestra? Dopo quasi un mese in crescita costante, si ferma la corsa di Forza Italia (-0,2%) che si assesta al 10,7%, mentre torna smuovere le acque Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni guadagna lo 0,2%, portandosi al 4,4%, rispetto all’ultima rilevazione. L’inaugurazione del nuovo corso, sotto la guida di Benedetto Della Vedova, frutta a +Europa uno 0,2% che porta le intenzioni di voto della formazione europeista al 2%. Ancora brutte notizie, infine, per Liberi e Uguali. “Dopo settimane di stasi, il partito della sinistra scende sotto quota 2,5% avvicinandosi pericolosamente alla soglia dei due punti percentuali”, conclude Baldassari.

NOTA METODOLOGICA. Vox Populi è il monitoraggio settimanale di Gpf Inspiring Research che descrive le tendenze e le opinioni degli italiani sui temi di attualità politica, economica, sociale e culturale. Audience: 816 interviste valide. Campione con estrazione casuale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne articolato per sesso, età, professione, ampiezza centri, livello di istruzione e orientamento politico. Estensione geografica: Intero territorio nazionale. Metodologia di rilevazione: Cati – Cami – Cawi. Periodo di rilevazione: 28-30 Gennaio 2019.

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