L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 febbraio 2019

Cinque milioni di poveri una immensità tra chi guadagna un milione e duecentomila euro a stagione ma i giornalisti giornaloni Tv sono concentrati a sparare ad alzo zero sul reddito di cittadinanza

Martedì, 19 febbraio 2019 - 12:48:00
Rai, Foa blocca il contratto di Vespa

Rai, Foa blocca il contratto di Bruno Vespa: a rischio la prossima stagione di Porta a Porta?


“E’ giunto il tempo di sforbiciare gli stipendi dei conduttori Rai”: con questo appello lo scorso 3 febbraio l’ex deputato M5s Alessandro Di Battista ha messo in luce le retribuzioni di due conduttori Rai, tra i più conosciuti e intoccabili sulla piazza, Bruno Vespa e Fabio Fazio. Da allora, una riflessione sulla legittimità etica di quest’ultimi sembra che qualcuno l’abbia già fatta, soprattutto ai vertici di casa Rai. Pare che, infatti, anche al suo interno stia passando quel preannunciato vento del cambiamento di colore sempre più verde che giallo, alimentato da un’ansia pre-elezioni europee. Come riporta il Fatto Quotidiano, i vertici Rai rappresentati da Marcello Foa (presidente) e Fabrizio Salini (amministratore delegato), sarebbero intenzionati a revisionare il contratto di uno dei conduttori sopracitati, Bruno Vespa.

Un’iniziativa che, in particolare, sembra arrivare più da Foa, in quanto è proprio il presidente il vero punto di riferimento del nuovo piano informazione Rai, mentre Salini sembra più intenzionato a seguire la parte del piano industriale. Proprio Foa (nominato in quota Lega) si è esposto sul contratto dello storico conduttore di Porta a Porta, mettendolo in discussione per la prossima stagione. Il contratto per il momento non è stato rinnovato. Le novità potrebbero riguardare innanzitutto lo stipendio del conduttore, che oggi è di 1,2 milioni di euro: se sarà difficile portare Vespa sotto il tetto dei 240 mila euro (quello per i giornalisti), un ulteriore taglio alla sua busta paga è sicuramente nell’aria. Ma anche il numero delle puntate settimanali, che al momento sono tre, potrebbe essere ridiscusso.

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