L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 febbraio 2019

Di Maio studia da statista e sta dimostrando che si può andare contro corrente. Salvini è il fanfulla che cerca di sostituire all'interno del Sistema massonico mafioso politico il corrotto euroimbecille Pd.

Il professor Erspamer: ‘Passo dopo passo, il M5S sta cambiando l’Italia’
Silenzi e FalsitàPOSTED ON FEBBRAIO 22, 2019


“Passo dopo passo, il M5S sta cambiando l’Italia“.

Così sulla propria pagina Facebook Francesco Erspamer, professore di studi italiani e romanzi a Harvard e blogger vicino al M5S.

“No,” precisa il professore – il M5S “non sta facendo ‘la’ rivoluzione, quella che i massimalisti considerano l’obiettivo minimo, ovviamente irraggiungibile nell’attuale contingenza e che dunque li esenta da qualsiasi azione concreta, preservando la loro astratta purezza: molto più modestamente il M5S sta ristabilendo le basi che potranno, in seguito, consentire il ritorno della politica e di una democrazia attiva, vitale, e con esse l’opportunità (solo l’opportunità, non la certezza) di una maturazione sociale e civile (detesto la parola “crescita”, mantra dei vincenti) dopo due decenni e mezzo di deriva liberista”.

“Che poi” prosegue “questa maturazione abbia luogo non dipende dal M5S né da alcun singolo partito; dipende dalla volontà e dall’impegno degli italiani, almeno di buona parte di essi; non ci sono ancora le condizioni per questo sforzo collettivo ma apprezzo i pentastellati perché invece di rassegnarsi al destino manifesto di individualismo e avidità proclamato dal neocapitalismo, stanno tentando di resistergli, fra mille difficoltà e fronteggiando la strenua ostilità di chi teme di perdere qualche privilegio, spesso immaginario”.

“Il condominio con la Lega” osserva “comporta dei compromessi, dei ritardi e anche delle rinunce, ma l’importante è che il processo vada avanti e che la rete di connivenze istituzionali che ha reso possibile il regime berlusconiano-piddino venga smantellato. Ovvio, come ho detto, che si incontri opposizione: sarà anzi sempre più scomposta, scorretta e violenta man mano che una casta nata e cresciuta nel benessere e convinta che non esistano alternative a sé stessa, sentirà che la sua presa sul potere si sta affievolendo. Ovvio anche ci siano state e saranno delusioni, qualcuna grave, e probabilmente errori. Si potrà rimediare a essi: ma solo se si useranno i quattro anni che restano a questa legislatura per trasformare e sanare il paese e restituire allo Stato la fiducia dei cittadini, intenzionalmente erosa con la complicità della stampa e degli intellettuali per far accettare alla gente la privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici e la svendita della nostra economia agli stranieri. Fra quattro anni farò una valutazione: può darsi che allora l’esperienza pentastellata mi sembrerà conclusa, può darsi che una nuova sinistra sarà pronta a continuarne il lavoro politico; può darsi invece che il M5S sarà diventato quella sinistra”.

“Comunque sia, se il M5S terrà duro e andrà avanti con il suo programma non potrò che essergli grato, tutti i cittadini dovrebbero essergli grati, per aver provato a dar vita a un nuovo risorgimento italiano. Che non significa, come dicevo all’inizio, l’improvvisa realizzazione di una società ideale o semplicemente giusta: solo delle condizioni che permettano alla prossima generazione di sognarla con un minimo di plausibilità,” conclude.

Nessun commento:

Posta un commento