L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 febbraio 2019

Gli Stati Uniti, nonostante il crescente decadentismo, 50 milioni di poveri, non vogliono cedere potere. La Cina occupa spazi sempre più grandi ed estesi dati dalla velocità delle sue innovazioni

La Cina aumenta il benessere del popolo, gli Stati Uniti da Reagan in poi sottrae benessere al popolo
martelun

MONDO
America e Cina sono destinate a farsi la guerra

2 febbraio 2019


L’approfondimento di Giuseppe Fiore

Alla fine di ottobre 2018 è arrivata in Italia la traduzione di un saggio pubblicato nel 2015 da Graham Allison autore di: “Destinati alla guerra, possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di Tucidide?”.

In questo suo libro il Professore G. Allison direttore del Belfer Center for Science and International Affairs, che è stato anche consigliere per la Casa Bianca per le amministrazioni di Reagan, Clinton e Obama, analizza le conseguenze dell’ascesa cinese sullo scacchiere mondiale. “La trappola di Tucidide” è un termine che viene adoperato per dare rilievo al sapere dello storico ateniese che scrisse “La guerra del Peloponneso” e rappresenta quella pericolosa dinamica che si instaura quando una potenza emergente minaccia di rimpiazzarne una dominante.

“Fu l’ascesa di Atene, e la paura che questa instillò in Sparta, a rendere la guerra inevitabile.” L’ascesa di uno e la reazione di un altro (Stato) crearono un cocktail esplosivo di orgoglio, arroganza e paranoia che destabilizzò entrambe le potenze del mondo greco fino alla guerra.

Oggi le due grandi potenze mondiali, Stati Uniti e Cina, ricalcano con precisione le tappe dello scontro indicate dal grande autore greco Tucidide. Ciò che rese inevitabile la guerra fu la crescita di Atene e la paura che questa scatenò in Sparta. Allo stesso modo Stati Uniti e Cina si confrontano a distanza (per adesso) per l’egemonia mondiale.

Gli americani, scrive l’autore, sono ormai abituati al ritrovarsi in cima ad ogni ordine gerarchico. Sovvertire questo orientamento potrebbe portare a conseguenze impressionanti per tutti noi a livello globale. Man mano che la Cina diventa più forte, ricca e tecnologicamente più all’avanguardia, andrà inevitabilmente a scontrarsi con i domini e le prerogative americane.

Allison sostiene che la sfida di una potenza emergente ad una potenza egemone pone una grave minaccia alla stabilità e alla pace mondiale. Lo studio della storia e delle sue dinamiche serve quindi come strumento al fine di evitare gli errori che possano portare ad un catastrofico conflitto.

Attraverso lo studio dettagliato degli ultimi 500 anni della storia recente il Prof. Allison mette in luce come nei sedici casi analizzati, in cui una potenza in ascesa minacciava di sostituirne una dominante, per dodici volte si è arrivati ad una guerra e che in alcuni di questi casi, nessuna delle due parti voleva arrivare al conflitto. Si prenda come esempio la prima guerra mondiale per comprendere meglio. L’assassinio di una figura di secondo livello, l’arciduca Francesco Ferdinando, portò l’imperatore austro-ungarico a lanciare un ultimatum alla Serbia ed allo scoppio della prima guerra mondiale.

Sebbene la Cina stia percorrendo una traiettoria diversa da quella seguita dagli Stati Uniti nella loro ascesa al primato, bisogna comprendere quali siano le reali aspirazioni del suo establishment e del presidente Xi Jinping. L’obiettivo dichiarato è di riportare la Cina ad essere di nuovo grande e per questo motivo sono stati posti degli obiettivi.

Entro il 2025 la Cina intende diventare la prima potenza mondiale e leader nell’innovazione in tutti i settori delle tecnologie più avanzate (autovetture autonome, robotica, intelligenza artificiale) ed entro il 2049, che rappresenta anche il centenario della Repubblica popolare cinese, divenire l’indiscussa potenza numero uno al mondo, posto che nei prossimi decenni si manterranno gli attuali tassi di crescita economica.

Se si può muovere una sorta di critica all’autore, nel libro la “Guerra del Peloponneso” Tucidide analizza gli antefatti che portarono all’ostilità tra Atene e Sparta ponendo l’accento sulle politiche di alleanza e sulle reali operazioni militari, piuttosto che sulle capacità economiche e militari latenti.

A differenza del Prof. Allison, Tucidide nel suo lavoro presta minor attenzione alle capacità materiali di Sparta e di Atene. Si concentra sull’estensione delle loro alleanze assicurandosi di delineare quali Stati siano allineati a quale potere all’inizio della guerra, ponendo meno risalto sulla reale forza degli eserciti. Nella definizione di potere di Tucidide non vi è quindi semplicemente descritta la crescita delle capacità economiche, tecnologiche o militari, ma un focus sull’influenza che questo determina e la dimostrazione che di esso se ne fa.

Affinché si concretizzi la “trappola” vi deve essere un’aggressione oppure la minaccia degli interessi di sicurezza di una delle parti in causa.
L’espansione territoriale rappresenta un fattore determinante a cui non viene dato sufficiente rilievo dal gruppo di lavoro del Prof. Allison. In undici casi su dodici analizzati nella storia il potere della nazione ascendente o entrambe le potenze si sono espanse in precedenza territorialmente.

Il libro in sé riguarda il naturale quanto inevitabile scombussolamento che si genera quando una potenza in ascesa minaccia di spodestare il potere dominante alterando di conseguenza gli affari ed equilibri internazionali. Il messaggio che credo sia insito nel lavoro del Prof. Allison vuole rappresentare un monito per le future classi dirigenti e i presidenti di Usa e Cina, in questo caso.

Guardare al passato per evitare di commettere gli stessi errori in un prossimo futuro, avendo coscienza di ciò che è stato e dovrà essere.


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