L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 febbraio 2019

Latte sardo - e il fanfulla Salvini ne ha fatta un'altra

POLITICA
14/02/2019 14:53 CET | Aggiornato 5 ore fa

M5s contro Salvini: "Prende in giro i pastori, specula sulla loro pelle"

Il vicepremier leghista convoca Coldiretti e gli industriali: "Non mi alzo se il prezzo del latte non sala a un euro". Per il candidato presidente M5s Desogus: "Gioca col fuoco"


HUFFPOST ITALIA

Il latte entra al Viminale e i 5Stelle non ci stanno: "Matteo Salvini vuole mettere il cappello anche sulla protesta dei poveri pastori speculando sulla loro pelle". Luciano Cadeddu, il deputato grillino che nei giorni scorsi si è occupato dell'arrivo in Sardegna del premier Conte e dei ministri Lezzi e Centinaio che hanno incontrato i pastori, adesso ha perso la pazienza: "Non amo apparire, sono un pastore anch'io ma non posso stare zitto di fronte a questa entrata a gamba tesa di Salvini".

Il ministro dell'Interno incontra nel suo dicastero i rappresentanti di Coldiretti, dopo aver partecipato a un loro evento a Roma, una delegazione di pastori e gli industriali. Garantisce che sarà trovata una soluzione per mettere fine alla protesta, che ancora oggi va avanti di fronte ai caseifici dell'isola. Tra cui quello di Thiesi, il cui titolare Pinna solo ieri sera ha proposto un aumento del latte di cinque centesimi: "Ridicoli", gli urlano i pastori.

Sta di fatto che le parole del vicepremier sono a effetto: "Non mi alzo se il costo del latte non arriverà a un euro come chiesto dai pastori", annuncia qualche ora prima della riunione che secondo il leader leghista sarà risolutiva anche se Coldiretti rappresenta solo una parte dei pastori. Salvini però, secondo gli M5s, guarda più al voto regionale sardo del 24 febbraio che ai contenuti e alla reale possibilità di trovare un accordo. "Sul prezzo del latte Salvini sta giocando col fuoco", sostiene il candidato presidente M5s Francesco Desogus mentre in Sardegna la protesta dei pastori andrà avanti se non arriveranno le dovute garanzie.

Inevitabilmente la protesta dei pastori si intreccia con le elezioni regionali e nessuno di loro nasconde che la scelta di bloccare l'intera isola in questo periodo non è un caso. "Purtroppo è così, nessuno ci ha ascoltato e noi blocchiamo i seggi", dice uno dei leader al settimo giorno di protesta in un'isola paralizzata dove l'asfalto è imbiancato di latte e di rabbia. "Non si può prendere in giro un'intera categoria, io non me la bevo, mi dispiace", dice ancora Cadeddu all'Huffpost: "Salvini regala l'illusione che dall'oggi al domani il prezzo del latte salga ma è impossibile che avvenga. Non bisogna creare false aspettative, servono soldi da dare agli industriali, tanti soldi. Per questo il suo comportamento è scorretto".

I pentastellati, neanche a dirlo, restano fuori dal tavolo. Tutti i rappresentanti grillini dell'esecutivo giudicano quanto mai scorretto il comportamento dell'alleato. Fuori dal tavolo resta anche una parte dei pastori sardi che non si sente rappresentata da Coldiretti perché qui la protesta è variegata. Ad oggi tutto sembra essere nelle mani di Salvini, dopo che il tavolo tecnico regionale a guida Pd ieri sera si è chiuso con una fumata nerissima. Ora è il vicepremier leghista, che si appresta alla campagna elettorale del week end in giro per la Sardegna, a voler dare l'annuncio, nonostante la competenza sia del ministro dell'Agricoltura Centinaio.

Ma il vicepremier leghista ha battuto tutti sul tempo. Il 21 febbraio al ministero dell'Agricoltura, come ha annunciato lo stesso Conte in Sardegna, ci sarebbe dovuto essere un incontro dopo un vertice con il commissario europeo Hogan, ma Salvini ha anticipato tutto e tutti convocando la riunione al Viminale per ragioni di ordine pubblico. Anche su questo punto i 5Stelle non ci stanno: "E' una motivazione fittizia perché non ci sono stati episodi di violenza".

Invece "evocare i manganelli, come fa Salvini non serve", spiega il candidato Desogus per il quale se "il tavolo era previsto per il 21 febbraio evidentemente c'era bisogno di tempo per avvicinare le tante posizioni e giungere ad una soluzione condivisa. Nessuno può cavalcare elettoralmente questo problema dell'economia sarda perché è controproducente". Cadeddu parla di "protesta triste, ma anche molto poetica" quella pastori. Una protesta che comunque la si pensi si intreccia fortemente con il voto di domenica prossima su un'isola che questa volta non sembra voler fare sconti.

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