L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 febbraio 2019

Vogliono la guerra civile, vogliono morti per dargli in pasto agli avvoltoi che girano in cielo sentendo odore di sangue

Venezuela. L'Uruguay considera 'irresponsabile' riconoscere il golpista Guaidó


Per l’Uruguay il riconoscimento di Juán Guaidó come presidente del Venezuela è un atto "quasi irresponsabile" che può portare a conflitti armati, ha dichiarato il ministro degli Esteri di Montevideo Rodolfo Nin Novoa. 

"Il riconoscimento [di Juan Guaidó come presidente del Venezuela] è un atto quasi irresponsabile, in grado di portare il Venezuela in un conflitto armato", ha affermato il ministro uruguaiano. 

Inoltre, il governo uruguaiano non è disposto a riconoscere un presidente non eletto dalla popolazione e che si proclama come tale con una discutibile interpretazione della Costituzione del suo paese. 

Al contrario di quanto hanno fatto tanti paesi che hanno riconosciuto il golpista solo perché l’ordine è giunto da Washington. 

"Non siamo disposti a riconoscere un presidente non eletto, che si dichiara come tale con una più che discutibile interpretazione della Costituzione venezuelana fuori dal contesto e che genera un precedente serio in America Latina e nel mondo", ha affermato il ministro degli Esteri uruguaiano in riferimento all’autoproclamato presidente “incaricato” ??del Venezuela, Juan Guaidó.

Un governo, quello golpista di Juan Guaidó, che potrebbe prendere effettivamente il potere solo attraverso la violenza: «Il governo di Guaidó nelle condizioni attuali può essere convalidato solo, purtroppo, per mezzo della forza, con una sollevazione militare o rivolta popolare o un intervento straniero, che [Guaidó] ha invocato più volte sconfessando la posizione incrollabile dell’America Latina per quanto riguarda gli interventi di altre potenze straniere nel nostro continente", ha affermato il ministro Rodolfo Nin Novoa.

"Guaidó non ha alcun controllo sul territorio, non ha il controllo di gestione o ministeri, o della polizia o delle forze armate e non può assicurare il rispetto degli obblighi dello Stato venezuelano”, ha aggiunto il ministro.

L’Uruguay è anche convinto della necessità di mantenere canali aperti di dialogo con il governo del presidente venezuelano Nicolas Maduro per facilitare quelle condizioni che consentano una soluzione pacifica della crisi a Caracas. 

Fonte: Sputnik
Notizia del: 12/02/2019

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