L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 marzo 2019

Alture del Golan, altra terra che gli ebrei sionisti non vogliono restituire ai legittimi proprietari

Ultimatum della Siria a Israele sul Golan: una minaccia da non sottovalutare

Se non ve ne andate dal Golan vi attaccheremo. E’ questo l’ultimatum lanciato nei giorni scorsi dalla Siria nei confronti di Israele. In molti pensano “solo” a una mossa politica. In realtà la minaccia non andrebbe affatto sottovalutata e vi spieghiamo perché

11 Marzo 2019

Il comandante della Forza Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, Qasem Soleimani, incontra il capo della Brigata di liberazione del Golan, Sheikh al-Kabi

La Siria che lancia un ultimatum a Israele minacciando di attaccarlo se non lascia il Golan farebbe già ridere così se non fosse un cosa vera e terribilmente seria, non tanto per il pericolo rappresentato dalle minacce di Assad, che ha un esercito che sta insieme con lo scotch, quanto piuttosto per il pericolo che rappresenta chi muove la “marionetta Assad”, cioè l’Iran.

La notizia non è freschissima ma ci siamo presi un paio di giorni per verificarne la veridicità in quanto due giorni fa, quando la notizia è stata ripresa da diversi media, ci sembrava una delle solite sparate propagandistiche del regime siriano che per sconfiggere ISIS è dovuto ricorrere al massiccio aiuto di Russia, Iran ed Hezbollah e ora si sente così forte da minacciare Israele, il cui esercito non può certo essere paragonato ai terroristi con le infradito dello Stato Islamico.

Secondo le prime notizie diffuse due giorni fa, la Siria avrebbe consegnato il cosiddetto “ultimatum” direttamente alle Nazioni Unite attraverso il capo della UNTSO (Organizzazione delle Nazioni Unite per la Supervisione dell’Armistizio), il Generale Kristin Lund. Quindi, a ragion di logica la cosa sarebbe seria e degna di attenzione.

Secondo il Jerusalem Post la mossa siriana sarebbe finalizzata a impedire che gli Stati Uniti riconoscano le Alture del Golan come territorio israeliano e, in seconda battuta, a rispondere alle dichiarazioni di Benny Gantz che qualche giorno fa aveva detto che «Israele non lascerà mai il Golan».

Ora, attraverso diverse fonti si è potuto appurare che effettivamente il cosiddetto “ultimatum” sarebbe stato consegnato e che la Siria minaccia effettivamente di rompere il cessate il fuoco con Israele raggiunto nel 1967 dopo che Israele aveva conquistato una parte del Golan a seguito dell’attacco siriano allo Stato Ebraico e successivamente perfezionato nel 1974.
Perché la minaccia siriana non andrebbe sottovalutata

La minaccia siriana non andrebbe sottovalutata non tanto, come già detto, per la pericolosità dell’esercito siriano che è pari a zero, quanto piuttosto per la presenza in prossimità del Golan di almeno 80.000 miliziani sciiti appartenenti alla Brigata di liberazione del Golan, un vero e proprio esercito che se unito a Hezbollah potrebbe veramente diventare un pericolo serio. E’ la tenaglia iraniana su Israele tanto temuta da Netanyahu.

Miliziano della Brigata di liberazione del Golan

Della Brigata di liberazione del Golan si sa poco. L’intelligence israeliana valuta che sia composta da almeno 80.000 miliziani sciiti provenienti da tutto il mondo e addestrati dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (pasdaran), ma non si sa con esattezza di che armi dispongano né dove siano effettivamente basati perché si confondono con l’esercito siriano indossando le stesse divise.

Secondo le informazioni raccolte da Gerusalemme sarebbero concentrati in piccoli gruppi attorno alla città di Quneitra, cioè a ridosso del Golan, ma anche questa informazione potrebbe non essere precisa. Altre informazioni per esempio, parlano di una base nei pressi di Damasco. Ma ci sono e il pericolo per Israele è ben più che serio.

Insomma, l’ultimatum siriano a Israele potrebbe non avere solo connotati politici ma c’è il rischio serio che sia veramente il primo passo di una iniziativa militare che prende il via più a Teheran che a Damasco.

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