L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 marzo 2019

Lo stregone maledetto quando si tratta della Germania diventa servo silente

Commerzbank Deutsche Bank: come la Germania aggira il bail-in

13 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Diventa sempre più concreta la fusione tra i due colossi tedeschi Deutsche Bank e Commerzbank. Tante le indiscrezioni di stampa, da quelle del Welt am Sonntag a quelle di Reuters, secondo cui i colloqui starebbero andando avanti da un po’ di tempo e starebbero diventando seri.

Deutsche Bank, prima banca tedesca, è in crisi da anni e solo nel 2017 ha registrato una perdita da mezzo miliardo. Per salvare l’istituto di Francoforte la soluzione messa in campo dal governo di Angela Merkel è la fusione con una banca più in salute, Commerzbank per l’appunto.

Un funzionario vicino al governo tedesco ha affermato che il ministro delle finanze Olaf Scholz e l’Spd, il partito socialdemocratico, stanno lavorando attivamente all’ operazione, ma anche i conservatori guidati da Merkel avrebbero accettato l’idea della fusione. Il nodo principale pare che riguardi il processo di implementazione.

L’ostacolo principale sembra riguardare l’opposizione del board di Deutsche Bank all’operazione clamorosa. Il motivo della contrarietà del CdA è legato ai timori che la fusioni provochi una perdita di 30mila posti di lavoro in seno alla prima banca di Germania.

La fusione ha grosse implicazioni in Europa

Ma la fusione è un progetto che ha implicazioni non solo tedesche ma anche europee, visto che porterebbe alla nascita del secondo polo finanziario dell’Eurozona dietro Bnp Paribas. Si tratterebbe di un colosso con circa 2.000 miliardi di euro di asset, 845 miliardi di euro di depositi, oltre 2.500 filiali e 141.000 addetti. Di contro si parla di 30mila posti di lavoro che andranno persi in Deutsche Bank.

Come ci sarà la fusione ancora non è dato saperlo ma quello che balza subito agli occhi è che a pagare il conto non saranno i risparmiatori tedeschi, visto che Berlino non userà le regole del bail-in come successo peraltro con la NordLb.

Ancora una volta la Germania che ha tanto spinto per attuare le norme sul salvataggio delle banche in Ue, le aggirerà e come scrive Milano Finanza la Commissione Ue, dopo aver fatto le pulci all’Italia, dovrà dare l’ok alla maxi-fusione con denaro pubblico dopo lo stop al sostegno a piccole banche da parte del Fitd finanziato con soldi privati.

Nessun commento:

Posta un commento