L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 25 aprile 2019

Diego Fusaro - “A dire ‘prima gli italiani’ in faccia ai disperati dei barconi africani siamo capaci tutti. Ma con i potenti chi ha il coraggio di alzare la voce? Più facile scodinzolare, in effetti

Diego Fusaro: ‘Gli Usa ci vietano il petrolio iraniano. Buon 25 aprile!’

Silenzi e FalsitàPOSTED ON APRILE 23, 2019


“Così il comunicato che si è immediatamente diffuso, in forma icastica: ‘Usa, stop a import petrolio Iran per Italia e altri sette paesi’. Ecco la novità, che è tale fino a un certo punto. I barbari di Washington decidono per noi”.

Lo ha scritto il filosofo Diego Fusaro, in un post sul suo blog ospitato sul Fatto Quotidiano, sottolineando che ciò avviene “sempre nel nome dell’interesse, del loro interesse: fatto falsamente passare per interesse della pace e dei diritti umani, nonché dell’Italia e delle altre colonie dell’Europa, costellate da centinaia di basi missilistiche made in Usa”.

“‘Prima gli italiani’ – il sacro motto dei sovranisti – non deve valere solo in basso con gli africani, ma anche, a maggior ragione, in alto con gli americani. Sennò si è solo dei servi che si fingono padroni. Eppure i sovranisti, ad oggi, non li abbiamo mai sentiti dire, salvo errore, ‘prima gli italiani’ in faccia a Trump e alla monarchia neoleviatanica del dollaro. E non è arduo capire il perché” ha proseguito.

“A dire ‘prima gli italiani’ in faccia ai disperati dei barconi africani siamo capaci tutti. Ma con i potenti chi ha il coraggio di alzare la voce? Più facile scodinzolare, in effetti: come finora si è fatto, a sinistra come a destra, secondo il trito schema politico dell’alternanza in assenza di alternativa. Eppure proprio qui si parrà la nobilitade dei sovranisti: nel saper difendere la sovranità verso l’alto, contro i potenti dello scacchiere internazionale. Saranno in grado? Per ora i segni non sono promettenti, a essere sinceri” ha osservato Fusaro.

“Al di là di tutto, questa vicenda del petrolio iraniano mi pare della massima importanza anche per il momento in cui è giunta. Proprio ora abbiamo nuova materia per riflettere sul 25 aprile: e su come la benemerita liberazione dal nazifascismo si tramutò subito in nuova occupazione da parte dei barbari di Washington. Un giorno di festa e, insieme, di lutto, insomma” ha detto ancora.

“Questo è il 25 aprile, guardato al di là del vitreo e ingannevole teatro delle ideologie. I barbari di Washington – giova rammentarlo – ancora ci occupano impunemente, con circa 115 basi militari disseminate per il nostro territorio nazionale a sovranità limitatissima. Decidono per noi cosa è bene o male. Di più, tutelano spudoratamente il loro interesse nel nostro territorio nazionale, nella nostra patria. E voi, sovranisti tricolore, dove siete? La patria, per voi, va difesa solo dagli africani? Non siate ridicoli” ha concluso il filosofo.

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