L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 aprile 2019

Firenze - un dato è certo la Cgil si schiera apertamente con i Renzi Nardella con il corrotto euroimbecille Pd, via dall'Italia i traditori degli Interessi Nazionali

CONTESTATE LE AFFERMAZIONI DEL SINDACATO ROSSO
TAV FIRENZE: IL COMITATO NO TAV SCRIVE UNA LETTERA AI CARI COMPAGNI DELLA CGIL

DI REDAZIONE - LUNEDÌ, 15 APRILE 2019 07:32 

I No Tunnel Tav si oppongono al sottoattraversamento ferroviario fiorentino

FIRENZE – Dopo che la Cgil toscana, in un convegno ad hoc, ha fornito la sua piena adesione al proseguimento dei lavori per il Tunnel tav e la Stazione Foster, appoggiando così la tesi delle istituzioni fiorentine, reagisce il Comitato No Tav che scrive una lettera ai compagni della Cgil:

«Cari compagni (ci pare si dica ancora così dalle vostre parti),
abbiamo visto dai resoconti della stampa gli esiti del vostro convegno del 3 aprile scorso sul tema del sottoattraversamento TAV e mobilità a Firenze. Poiché seguiamo da 13 anni le vicende di questo disgraziato progetto abbiamo da dirvi alcune cose.
In realtà abbiamo provato diverse volte, negli anni trascorsi, ad avere una interlocuzione con i sindacati confederali, soprattutto con la vostra organizzazione, ma abbiamo sempre trovato un massiccio muro di inascolto.
Dopo le conclusioni del vostro incontro abbiamo deciso di scrivervi alcune cose che riteniamo importanti:
Constatiamo la perfetta aderenza delle vostre posizioni con le proposte dell’attuale sindaco di Firenze; prendiamo atto che siete scesi in campagna elettorale sostenendo il PD
Vediamo con sconcerto che avete ripreso alla lettera gli slogan pro tunnel che la lobby dei costruttori ha usato per difendere un progetto molto difficile da sostenere: “è indispensabile completare la ‘cura del ferro’: il completamento del sottoattraversamento dell’Alta Velocità è importante per realizzare la liberazione dei binari di superficie”. Ma davvero pensate che l’unico sistema per “liberare i binari” sia quello di scavare 14 km di tunnel in ambiente urbano con rischi ambientali inimmaginabili, con costi plurimiliardari, con tempi che si stanno dimostrando biblici? Avete mai sentito parlare delle proposte di potenziamento delle linee di superficie che avrebbero costi minori, tempi rapidi di esecuzione, impatti molto limitati?
Legare l’introduzione del treno metropolitano, o metrotreno, al completamento di tunnel e stazione Foster vuol dire rinviare alle calende greche il nuovo servizio; se tutto andasse bene – ma non andrebbe – ci vorrebbero almeno dieci anni. Avremmo qualcosa ad iniziare dal 2029! Qui si dimostra come le proposte del sindaco uscente sono solo vuota propaganda elettorale fatta cannibalizzando contenuti proposti da altri soggetti con ben altra serietà.
La cosa che più stona per una struttura che si dice a difesa dei lavoratori è difendere un’opera sbagliata per salvare pochi posti di lavoro. Certamente dobbiamo essere vicini a quei lavoratori che hanno perso o hanno a rischio il posto di lavoro, ma questo non si salva difendendo le scelte sbagliate di un padronato e di una politica avidi e troppo spesso corrotti.
Il lavoro vero, di buona qualità, per molti lavoratori, si crea con progetti socialmente utili. Per esempio se gli oltre 800 milioni di euro buttati fin’ora nel buco ai Macelli fossero stati investiti in recupero di edifici dismessi si sarebbero potuti realizzare oltre 5300 appartamenti di edilizia popolare rispondendo anche a concrete esigenze sociali viste le condizioni di povertà che dilagano in città. Allora sì che si sarebbero potuti creare migliaia di posti di lavoro veri. Nei cantieri TAV, nel breve periodo (fine 2016) di massimo impiego si sono avuti solo 60 operai e 40 impiegati.
I lavori infrastrutturali nel XXI secolo non sono quelli che vedevano migliaia di minatori scavare le gallerie all’inizio del secolo scorso; oggi queste lavorazioni sono altamente meccanizzate, definite “ad alta intensità di capitale”, dove il contributo dato dalla manodopera resta marginale. Sperare, come spesso sentiamo nei proclami di una politica sempre più cieca, in queste opere per rilanciare l’occupazione è inganno. Ci auguriamo ne siate coscienti.
Aver visto, il 15 marzo scorso, i sindacati di categoria scendere in sciopero in appoggio a Confindustria per chiedere la riapertura di cantieri sbagliati ha lasciato tutti noi nello sconcerto; noi, che abbiamo analizzato le grandi opere come il passante TAV, sappiamo che queste opere distruggono il lavoro, non lo creano.
Negli anni passati abbiamo cercato più volte di interloquire con voi per ragionare assieme di questi problemi, ma abbiamo sempre trovato un totale rifiuto ad ogni confronto e scambio di idee. Noi speriamo ancora, con questa lettera, che si possa finalmente avviare un progetto di infrastrutture socialmente utili, non prone solamente agli interessi di una élite che non possiamo che definire parassitaria.
Vi salutiamo sperando in un prossimo incontro di discussione e dibattito.

Comitato No Tunnel TAV Firenze»

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