L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 aprile 2019

Gli ebrei in palestina e i loro amici statunitensi un cancro da estirpare

Siria: Iran, pasdaran non rispondono ad attacchi Israele per evitare crisi

Damasco, 11 apr 16:21 - (Agenzia Nova) - 

I Guardiani della rivoluzione islamica dell’Iran non rispondono più agli attacchi condotti da Israele sulle loro posizioni in Siria per evitare “un’ulteriore escalation” che trascini il paese in una nuova crisi. Lo ha detto all’agenzia di stampa russa “Sputnik” Heshmatollah Falahatpisheh, capo della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del parlamento iraniano. “Il primo ministro israeliano (Benjamin) Netanyahu ha detto ripetutamente che il suo paese sta attaccando le nostre posizioni in Siria. Tuttavia, una delle ragioni per le quali non poniamo attenzione a questi attacchi risiede nel fatto che non vogliamo che la Siria si trasformi nuovamente in un teatro di guerra”, ha affermato il deputato nell’intervista. Teheran è pronta a rispondere a ogni attacco “in maniera simmetrica”, ha aggiunto Falahatpisheh, facendo riferimento anche a un eventuale attacco aereo degli Stati Uniti contro i pasdaran. Israele ha condotto negli ultimi anni numerose sortite offensive in territorio siriano, annunciando spesso di aver colpito obiettivi militari iraniani. Teheran, da parte sua, ha sempre negato ufficialmente di avere una presenza militare in Siria, fatta eccezione per consiglieri militari inviati a Damasco a sostegno dell’Esercito arabo siriano. (Res)

Nessun commento:

Posta un commento