L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 aprile 2019

Il debito pubblico è tenuto il 66% dal Sistema Italia

Italia: chi detiene il nostro debito pubblico?

4 Aprile 2019 - 12:56 

A chi appartiene il debito pubblico italiano? L’indagine che ha rivelato le quote di BTP nelle mani degli investitori


Sapere chi detiene i titoli di Stato italiani (BTP) è un’informazione fondamentale per capire al meglio l’architettura su cui si poggia il nostro debito pubblico.

Quest’ultimo ha sempre rappresentato un fardello per l’Italia che, secondo i più recenti dati di Bloomberg, si colloca al quarto posto della classifica dei Paesi con il più alto debito pubblico del mondo.

Una recente analisi di UniCredit, riportata oggi da Milano Finanza, ha aperto gli occhi sull’allocazione dei nostri BTP nel globo, in altre parole ha permesso di evidenziare chi detiene oggi il debito pubblico italiano, una questione che - come sottolineato da Chiara Cremonesi, strategist della banca - ha assunto un’importanza strategica fondamentale soprattutto a maggio 2018.
Chi detiene il debito pubblico italiano


Oggi in Borsa, linea diretta con i mercati: puntata mercoledì 3 aprile

Alla fine del 2018 i non residenti in Italia detenevano circa il 30% del debito pubblico italiano (578 miliardi di BTP). Una percentuale che scende però al 24% se dal conto vengono eliminati gli italiani residenti all’estero. Un dato eclatante che, ha proseguito l’indagine, ha evidenziato una decisa riduzione della quota di BTP detenuti dagli investitori esteri.

Grazie ai dati del Fondo Monetario Internazionale e a quelli dell’Eurosystem Securities holding Statistics, Cremonesi ha potuto tracciare un quadro più preciso di chi ha detenuto il debito pubblico dell’Italia nel secondo trimestre del 2018:
53%: investitori esteri non bancari
19%: investitori esteri bancari
28%: BCE
Chi ha più BTP in Eurozona

Scendendo ancor più nel dettaglio, l’analisi ha scovato che il 78% dei detentori di BTP proviene dall’Eurozona. Quindi sul dato totale, solo il 7% del debito pubblico è nelle mani di investitori stranieri fuori dalla zona euro. Tra le quote più evidenti:
Francia: €130-135 miliardi
Germania: €85-90 miliardi
Lussemburgo: €90 miliardi
Spagna: €75-80 miliardi
Irlanda: €45 miliardi

Una precisazione è comunque d’obbligo: come ha fatto notare Cremonesi, i dati di Lussemburgo e Irlanda hanno preso in considerazione anche i fondi esteri di società gestite da italiane.

Nel dettaglio, la metà dei BTP in Eurozona è detenuto da istituzioni finanziarie non bancarie, un 15% è nelle mani delle banche e il 20% appartiene ai privati e alle istituzioni non finanziarie. Ecco, insomma, chi detiene oggi il debito pubblico italiano.

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