L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 aprile 2019

La Russia Iran Turchia e Onu disconoscono le decisione di Washington e degli ebrei sulle alture del Golan

Venerdì 26 aprile 2019 - 14:47

Siria, Iran-Russia-Turchia condannano sovranità Israele su Golan

Dichiarazione congiunta: annuncio Usa "viola legge internazionale"


Roma, 26 apr. (askanews) – Iran, Russia e Turchia, sponsor dei negoziati di Astana sulla Siria, hanno condannato oggi la decisione degli Stati Uniti di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture siriane del Golan definendola una minaccia alla sicurezza regionale, secondo la loro dichiarazione congiunta riportata da media turchi e russi.

“La Repubblica islamica dell’Iran, la Federazione Russa e la Repubblica di Turchia come garanti della piattaforma di Astana (…) condannano fermamente la decisione dell’amministrazione statunitense di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture del Golan siriano occupate” si legge nel comunicato ripreso dall’agenzia turca Anadolu. Per i tre ‘garanti’, la decisione del presidente Donald Trump “costituisce una grave violazione della legge internazionale, in particolare la risoluzione 497 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e minaccia la pace e la sicurezza in Medio Oriente”.

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