L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 aprile 2019

Mai più un voto al corrotto euroimbecille Pd, la sanità è il fulcro di potere instaurato da questi malfattori insieme alla massoneria e mafia. La sanità pubblica è pregna di corruzione

CRONACHE
Domenica, 14 aprile 2019 - 13:18:00
Umbria, le nuove intercettazioni. Spuntano anche curia e massoni

Nello scandalo nomine anche dei concorsi per ruolo riservati a disabili


UMBRIA, SULLO SCANDALO SANITA' ANCHE L'OMBRA DELLA MASSONERIA

Lo scandalo sulla sanità in Umbria rilancia la questione morale nel Pd. Il M5s attacca e presenta dei dati secondo i quali ci sarebbero stati 1043 arresti in 7 anni. Ma nel frattempo dall'inchiesta emerge un ruolo non solo della politica ma anche della massoneria. Secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, in almeno tre occasioni, nelle intercettazioni captate dalla Guardia di Finanza e allegate agli atti d’indagine, i riferimenti alla massoneria sono espliciti. Secondo il Fatto, neanche i concorsi per le categorie protette, che per legge sono riservati a persone disoccupate con disabilità, venivano risparmiati dal “sistema”. Parliamo di persone con una invalidità superiore al 45 per cento, non vedenti, sordi, gente vittima di un handicap permanente. Per far valere il proprio diritto, a quanto pare, era necessaria anche la segnalazione giusta e l’ingres - so nelle “liste”predisposte dal “sistema”.

UMBRIA, LE INTERCETTAZIONI: "I MASSONI E CURIA NON MI MOLLANO"

Nelle intercettazioni, riportate dal Corriere della Sera, tra Bocci e Duca traspare interessamento di altri ambienti. “Gianpiero, io se tu dici che è una questione vitale... da quanto vedo c’ha delle difficoltà”», raccontava al direttore generale Emilio Duca. Ma Bocci non insisté: «Non è una questione di vita o di morte... Ho capito, insomma, che sì, interessava, però fino a un certo punto... e allora meglio prendere due buoni». Per il giudice che ha ordinato gli arresti è la dimostrazione di un «meccanismo clientelare diffusissimo», alimentato con «prassi illecite ben tollerate da tutto l’ambiente», del quale «gli stessi indagati sembrano essere dei semplici ingranaggi». Al punto che Duca quasi si lamentava di non riuscire a scrollarsi di dosso «le sollecitazioni dei massimi vertici di questa regione a tutti i livelli... ecclesiastici — omissis — ecumenici, politici, tecnici... Tra la massoneria, la giunta e la curia — omissis — non me danno tregua».

Umbria, il M5s attacca il Pd: "Lo scandalo rilancia la questione morale, 1043 arresti in 7 anni"

"Dopo la bufera giudiziaria che si e' abbattuta sulla sanita' in Umbria e sul Partito Democratico, ieri il segretario del PD Nicola Zingaretti ha detto di voler condurre una battaglia etica e morale per selezionare la classe politica. Bene. Allora inizi gia' oggi stesso a mandare via dal suo partito gli arrestati e i condannati". Con un post sul Blog delle Stelle i pentastellati lanciano un duro attacco sulla questione morale con nel mirino soprattutto i dem. Lo fanno elencando, nel titolo a caratteri cubiformi, il numero degli arrestati negli ultimi 7 anni secondo l'appartenza politica: 1043 del Pd, 978 del centrodestra, uno dei 5 stelle. Quindi nel post si generalizza affondando il colpo: "Tutta la storia del Pd e' piena di questi episodi. Inchieste per reati gravissimi: corruzione, associazione a delinquere, appalti e concorsi pubblici truccati, favoreggiamento. Nei 1043 arresti (!!) che hanno travolto il Partito Democratico negli ultimi 7 anni, quante volte sono state cacciate le persone coinvolte? Sappiamo bene che il gioco mediatico prende sempre di mira il MoVimento 5 Stelle. Ma parliamoci chiaro: il MoVimento, dalla sua nascita, ha avuto un solo arresto per corruzione. Uno. E nel giro di un'ora ha mandato via la persona arrestata, libero di difendersi dove e come meglio crede ma lontano dal MoVimento. Lontano", chiosa il post riferendosi, senza nominarlo, al caso Di Vito di capitolina memoria. "L'inchiesta che sta mettendo in luce un 'sistema criminale' in Umbria, purtroppo, - si afferma - non e' una novita'. E' consuetudine! Pochi mesi fa il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, anche lui del Partito Democratico, e' finito ai domiciliari per casi di corruzione nella Sanita'. Un'altra volta. Un altro scandalo sulla pelle dei cittadini. Qual e' il motivo per cui i partiti davanti a fatti gravissimi come questi, davanti a prove e intercettazioni, davanti ad evidenti squallide condotte non cacciano le persone coinvolte? Cosa aspetta Zingaretti a ripulire il Pd umbro o quello lucano?".

Umbria: Marini, politicamente sono parte lesa e non mi dimetto

"Il puntuale lavoro degli inquirenti ha svelato una situazione sconcertante che se confermata e' molto grave per la nostra Regione. Sono totalmente estranea a ogni addebito, e tutelero' l'integrita' morale della mia persona e della figura di presidente della Regione". Lo dice la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, indagata per concorso in abuso d'ufficio, violazione di segreto e falso, intervistata dal 'Corriere della sera'. "Ho sempre lavorato perche' il sistema dell'amministrazione pubblica fosse trasparente, con un rigore morale considerato perfino troppo rigido", rivendica Marini, che aggiunge: "Politicamente si', mi sento parte lesa, perche' dopo otto anni di duro lavoro tutto viene messo in secondo piano, e si lascia campo libero alle strumentalizzazioni politiche di chi ha interessi solo elettorali, non alla verita'". Marini esclude dimissioni "perche' - sostiene - sono estranea alle accuse e so che posso ancora onorare il Pd e l'istituzione che rappresento".

Nessun commento:

Posta un commento