L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 3 aprile 2019

NoTav - e il si tav diventa votate il corrotto euroimbecille Pd ma la vergogna è tanta e qui si nascondono dietro le gonne delle madamine per altro supportate ed esaltate dai mass media schierati tutti, quasi, spudoratamente a livello ideologico

IL CASO

Tav, il candidato governatore Cirio: «Non sarò in piazza il 6 aprile»

L’aspirante presidente del centrodestra si allinea alla posizione della Lega e attacca: «Manifestazione strumentale, io e Forza Italia non parteciperemo ma siamo pro-Tav»



La Lega lo aveva già preannunciato: il 6 aprile non torneremo in piazza, insieme alla madamine Sì Tav, perché questa volta si tratta di «una manifestazione strumentale, organizzata per permettere a Chiamparino di fare un comizio», aveva tagliato corto il segretario piemontese e capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari. Ora anche Forza Italia, che aveva cercato di convincere gli alleati leghisti a cambiare idea e a prendere parte al corteo senza bandiere e simboli di partito, e il candidato del centrodestra alla presidenza del Piemonte, Alberto Cirio, si allineano sulla posizione degli uomini di Matteo Salvini e annunciano: «Sabato non saremo in piazza».

I motivi dell’assenza

Le motivazioni fornite da Cirio e da Zangrillo ricalcano quelle degli alleati leghisti. «La nostra posizione sulla Tav è nota e chiara: la Torino-Lione è un’opera fondamentale e va fatta – premettono Cirio e Zangrillo –. Siamo stati i primi a sostenere una petizione europea Sì Tav e a portare il presidente dell’Europarlamento Tajani in visita ai cantieri, la scorsa estate, quando ancora nessuno aveva iniziato a manifestare». E però, sottolineano, pur «rispettando tutte le persone che scenderanno in piazza sabato e chi, tra i nostri colleghi, sceglierà di farlo a titolo personale, siamo dispiaciuti che una giusta rivendicazione possa essere oggetto di strumentalizzazione».

«Chiamparino strumentalizza»

Il dito è puntato sulla partecipazione, annunciata a più riprese, con tanto di eventi pubblicizzati sul Facebook («Sabato 6 con il Chiampa», è il nome dell’appuntamento), del presidente uscente e candidato di centrosinistra Sergio Chiamparino. «Allo stato attuale e a due mesi dalle elezioni, di questo si tratta: una strumentalizzazione politica – sottolineano Cirio e Zangrillo – che divide il Piemonte invece di unirlo. Per questa ragione noi non saremo in piazza».

«I bandi sono partiti»

Del resto, evidenziano i due azzurri piemontesi, riconoscendo la posizione mantenuta sinora dalla Lega, «i bandi sono partiti, la procedura è in corso e noi continueremo a vigilare». 

«Il centrosinistra candida i No Tav»

Per poi colpire lo sfidante di centrosinistra, accusandolo di essersi all’alleato con una lista di sinistra, Liberi Uguali e Verdi, dove figurano molti esponenti contrari all’opera. «Se c’è una cosa di cui i torinesi e i piemontesi dovrebbero stupirsi è che il presidente Chiamparino, che del Sì Tav ha fatto la sua bandiera elettorale – attaccano Cirio e Zangrillo – abbia aperto le proprie liste ad esponenti dichiaratamente contrari all’opera».

2 aprile 2019 | 19:54

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