L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 maggio 2019

Bildeberg in Svizzera con Matteo Renzi, Lilli Gruber e Stefano Feltri

Montreux: alla riunione del Bilderberg arrivano Renzi, Gruber e il vicedirettore del Fatto 

 28/05/2019 

Nomi eccellenti arrivano alla 67ma riunione del gruppo Bilderberg che, quest’anno, si terrà a 
Montreux, in Svizzera, dal 30 maggio al 2 giugno. 

Insomma, nel gruppo più odiato dai complottisti quest’anno ci finisce, tra gli altri, anche il vicedirettore del Fatto Quotidiano Stefano Feltri. Un giornale che ha sempre sparato forti critiche contro l’establishment del Bilderberg. 

“Contrariamente a quanto si può a tutta prima essere indotti a pensare, il gruppo Bilderberg non consiste in una società, né in una cospirazione: si tratta, invece, di un incontro privato tra potenti di tutto il mondo, che ricorre annualmente, a partire dal primo consesso, che avvenne nel 1954 presso l’Hotel Bilderberg della cittadina olandese di Oosterbeek” scriveva nel 2016 Diego Fusaro proprio sul Fatto. E spiegava che “Tale incontro annuale ha lo scopo di porre a confronto i potenti dell’èlite, uniti dall’ideologia neoliberista che li rappresenta e dalla volontà di porre in essere una rete atta a tutelare i loro interessi e a unire le istituzioni finanziarie.” Non molto tempo fa Gianluca Ferrara,  M5s, sempre sul quotidiano di Travaglio precisava che “Nel totale occultamento dei mass media nostrani è cominciato a Chantilly, in Virginia, l’incontro annuale del gruppo Bilderberg.” E, aggiungeva, “questa cupola composta da banchieri, manager, politici, militari e giornalisti discuteranno su come perseverare con quel sistema neoliberista che permette a 8 persone di possedere una ricchezza pari a 426 miliardi di dollari, una somma equivalente a quella che hanno 3,6 miliardi di persone.” 

Nell’anno del Signore 2019, però, pare che nessuno si sia accorto di questo appuntamento che minerebbe le fondamenta della democrazia occidentale. Eppure i potenti della terra si riuniranno dal 30 maggio al 2 giugno a Montreux in un luogo che non è ancora stato confermato e verrà comunicato soltanto due giorni prima. 

All’incontro segreto del riservato gruppo formato da David Rockfeller nel 1954 parteciperanno anche Matteo Renzi e Lilli Gruber. Durante la 67esima riunione del gruppo, i circa 130 partecipanti parleranno in modo riservato di economia, industria, finanza e media. 

Saranno undici i temi, e tra questi ambiente e futuro. “Un ordine strategico stabile”, “Cosa adesso per l’Europa?”, “Cambiamenti climatici e sostenibilità”, “Cina”, “Russia”, “Il futuro del capitalismo”, “Brexit”, “L’etica dell’intelligenza artificiale”, “I social media come arma”, “L’importanza dello spazio”, “Le minacce cyber” sono alcuni dei temi di cui si discuterà. 

Quest’anno, però, possiamo dormire sonni tranquilli perché a vigilare sulla nostra sicurezza ci sarà, appunto, il vicedirettore del Fatto. 

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