L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 maggio 2019

Decadentismo degli Stati Unti - è sempre più chiaro sempre più evidente, niente retroterra culturale solo il culto della forza come ai tempi degli indiani e cowboy (i ragazzi delle vacche)

Alberto Negri - L'ometto con i baffi dopo il Venezuela minaccia l’Iran


di Alberto Negri*

Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa John Bolton, dopo la figuraccia del fallito golpe in Venezuela, ha spedito nel Golfo la portaerei Lincoln “come avvertimento all’Iran”.

Non si capisce cosa vogliano gli Usa, commenta la Bbc, forse è solo una provocazione.

Anche gli alleati più fedeli degli Usa sono sconcertati.

Fermate l’ometto con i baffi. O ci deve pensare sempre Putin?

*post Facebook del 06/05/2019

Notizia del: 06/05/2019

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