L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 maggio 2019

Di Maio si è mangiato milioni voti di fiducia volendo il rispetto dei vincoli di bilancio e elevando Mattarella Mattarella a garante quando garante non è. In pratica ha difeso a spada tratta il Sistema massonico mafioso politico che ci tiene prigionieri

LE TAPPE CRUCIALI
Matteo Salvini, le prossime sfide del leghista nel governo: perché il sentiero è stretto

28 Maggio 2019


I giornaloni saranno pieni di analisi politiche. Proviamo invece a leggere i risultati delle europee nei termini dell' economia.
Il dimezzamento del M5S e il raddoppio della Lega significano che ora, anche se i seggi in Parlamento non cambiano, 
la responsabilità passa in larga parte a Salvini e non solo sull' immigrazione, che ha chiesto subito alla UE di superare i vincoli di bilancio.


Il tema anti-immigrazione non ha sfondato, ma tiene bene perché oltre all' Italia, la Le Pen ha preso voti e il tema resta forte in Belgio, Finlandia, Austria e Danimarca. Ad esempio in apparenza in Danimarca il "Partito Danese" anti-immigrazione è collassato dal 26 all' 11%, ma in realtà i socialdemocratici hanno virato di 180 gradi e sono ora più duri di Salvini sul tema e in pratica hanno avuto successo come partito anti-immigrazione.

Il problema è che sull' austerità è tutta un' altra storia, solo Le Pen in Francia e la Lega in Italia indicano di volerne uscire, mentre il resto d' Europa, dal Portogallo all' Austria, dalla Spagna alla Germania, dalla Grecia all' Olanda, sembra tutto sommato soddisfatto dello status quo.

VINCOLI FINANZIARI
Persino in Grecia, il Paese che più avrebbe bisogno di allentare i vincoli finanziari e stimolare l' economia, la disfatta di Tsipras ha fatto scendere ancora lo "spread" dei bonds greci, sotto il 3%, perché l' elezione ha riportato in auge un centro-destra pro-euro e pro-austerità, che ragiona come il Pd e Mario Monti.

In Germania l' unico tema che sembra non interessare è migliorare o stimolare l' economia: la novità sono stati i Verdi che hanno preso il 21% e hanno fatto bene in tutto il nord Europa, come previsto da Libero, perché parlano di fare cose carine alle quali nessuno può obiettare (chi è contro la tutela dell' ambiente?), ma che costano soldi.

La situazione è quindi che Salvini ha un mandato netto sull' immigrazione e lo avrebbe anche sull' allentare l' austerità. Lo dimostra l' errore madornale di Di Maio, che in campagna elettorale ha invocato il rispetto dei vincoli di bilancio. Così il M5S è apparso in partito che può sostenere qualsiasi cosa o il suo contrario a seconda di come tira il vento.
E la cosa patetica è che sbaglia anche nel capire dove il vento spiri.

Gli italiani apprezzerebbero ora un minimo di coerenza e serietà sui due temi cruciali, frenare l' immigrazione di massa e stimolare l' economia. Anche Berlusconi su questo è stato sconfitto perché non ha preso posizioni chiare, ha criticato il governo come "irresponsabile" sui deficit (che in realtà poi il governo ha rispettato) e ha fatto il "moderato" sull' immigrazione.

RICETTE ECONOMICHE
Volendo semplificare, Salvini è forte perché è l' unico che è percepito come anti-immigrazione e anti-austerità (oltre ad avere una personalità convincente). La questione è che nell' eurozona può avere qualche sostegno in diversi Paesi sulla prima, ma non sulla seconda. I "populisti" austriaci, olandesi, finlandesi e tedeschi sono tali solo sull' immigrazione, ma non vogliono che ad esempio la Bce monetizzi il debito pubblico italiano. Persino Spagna, Portogallo e Grecia non solidarizzano con l' Italia e sposino la linea "tedesca", e bisogna prenderne atto. Sull' economia solo la Le Pen sarebbe con noi, ma non basta.

Dopo la disfatta di Di Maio allora il peso di decidere qualcosa sull' economia che non siano i soliti 0,2% in più o meno ricade su chi ha vinto, su Salvini. E senza sostegno in Europa, bisogna che l' Italia inizi ad agire per suo conto. Salvini il mandato popolare lo ha avuto.

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

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