L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 maggio 2019

E' guerra vera - "una risposta all'unilateralismo e al protezionismo" statunitense è la risposta minima. 2.493 beni, colpiti da dazi al 10%, al 20% e al 25%

Dazi: Cina, stretta su 60 mld beni Usa. Affondano i future a Wall street

La Cina ha annunciato che su alcuni beni Usa per un totale di 60 miliardi di dollari graveranno dal primo giugno dazi maggiorati. Lo si legge in una nota del ministero del Commercio

© ANSA
Redazione ANSAPECHINO

13 maggio 201919:09NEWS

Tra Usa e Cina è scontro totale sui dazi. Tremano i mercati: in forte calo sia le Borse Europee che Wall Street. Pechino ha annunciato che su alcuni beni americani, per un totale di 60 miliardi di dollari, graveranno dal primo giugno dazi maggiorati. La decisione dopo la mossa americana che ha portato da venerdì i dazi dal 10% al 25% sull'import di 200 miliardi di dollari di beni 'made in China'.

Queste ultime sono considerate "in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l'aspettativa generale della comunità internazionale".

A difesa del sistema commerciale multilaterale e dei suoi diritti e interessi legittimi, "la Cina deve adeguare le tariffe su alcuni beni importati dagli Stati Uniti". Nel complesso, si tratta di una lunga lista di 2.493 beni, colpiti da dazi al 10%, al 20% e al 25%. L'adeguamento alle misure tariffarie è "una risposta all' unilateralismo e al protezionismo" degli Usa. La Cina "spera" che la parte americana torni alle consultazioni con sforzi congiunti nella stessa direzione "al fine di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso sulla base del rispetto".

Apertura in territorio negativo per Wall Street che poi peggiora ulteriormente. Il Dow Jones perde il 2,32% a 25.342,00 punti, il Nasdaq cede il 3,14% a 7.667,61 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,38% a 2.812,89 punti.

La guerra dei dazi fa crollare anche Apple a Wall Street. I titoli di Cupertino perdono il 5,62%. A pesare anche la sconfitta davanti alla Corte Suprema sull'azione legale di un gruppo di consumatori, che l'ha accusata di usare la sua posizione dominante per gonfiare i prezzi sull'App Store.

L'Unione europea "è pronta" a rispondere se gli Stati Uniti "impongono dazi sulle auto e parti di auto": lo ha detto il commissario Ue per il Commercio Cecilia Malmstrom intervenendo a un incontro organizzato dal gruppo parlamentare della Cdu/Csu al Bundestag, aggiungendo: "abbiamo una lista che discuteremo con i Paesi membri prima di fare qualsiasi cosa. Forse dovremo usarla, ma spero veramente di no".

Chiusura in negativo per le principali Borse europee: Francoforte (-1,52%), Parigi (-1,22%), Londra (-0,55%), Milano (-1,35%).

Nessun commento:

Posta un commento